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Febbraio 25, 2024, domenica

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Morlupo, gatto bruciato e ucciso da un petardo

Nuovo episodio di violenza sugli animali: dopo l’ultimo triste episodio del pitbull di Palermo, a Morlupo è stato rinvenuto un gatto ucciso dai petardi.

Il felino di pelo rossiccio è stato rinvenuto da una passante per terra ai Giardini dell’Anfiteatro di Piazza Diaz: una donna che si trovava in compagnia del suo cane ha notato che l’animale era senza vita e portava addosso segni di bruciature con pezzi di plastica fusa. La passante accertatasi delle condizioni del quattrozampe, ha dato l’allarme. Scattato l’intervento della polizia locale con successiva denuncia da parte di due volontarie di un’associazione locale che si occupava dell’animale all’Enpa. Roscio era un gatto che faceva parte della colonia felina rinvenuta dietro al Comune di Morlupo: l’animale ritrovato con un occhio ferito, malandato e molto magro, era stato portato dal veterinario che si era preso cura di lui rimettendolo in sesto.

Morlupo, violenza su un gatto: la denuncia dell’Enpa

Morlupo, gatto ucciso da petardi - Ph © Alessandro D'Amato

Lo scorso 15 gennaio l’episodio fatale nel quale il felino secondo le prime ricostruzioni sarebbe stato coinvolto come “tiro a segno” da dei ragazzini soliti a frequentare la zona (non ancora identificati) a giocare con dei petardi e già rei di violenze sugli animali. Il commento di Carla Rocchi dell’Enpa sul fatto: “Dopo il caso di Barletta ci troviamo ancora di fronte ad un gatto ucciso e torturato con i petardi, un orrore che si ripete e che conferma la spirale di violenza che sta colpendo gli animali in questo momento e che ci preoccupa enormemente. Abbiamo subito attivato l’ufficio legale Enpa attraverso l’avvocato Claudia Ricci e stiamo cercando di capire se ci sono immagini di telecamere registrate nella zona.  Ringrazio le volontarie delle associazioni che sono intervenute. Avevamo già lanciato un allarme sull’aumento delle violenze nei confronti degli animali da parte dei minori, sempre più spesso coinvolti in questi reati. Servono pene più severe e il riconoscimento della pericolosità sociale degli individui che compiono questi reati sugli animali. Fintanto che non otterremo questi strumenti per contrastare questa escalation di violenza e degrado sociale non ci stancheremo mai di chiederlo”.

“La stretta correlazione esistente tra maltrattamento o uccisione di animali, violenza interpersonale e ogni altra condotta deviante, antisociale e criminale, definita ‘Link’, è stata ampiamente dimostrata dalla letteratura nazionale e internazionale. Il maltrattamento e l’uccisione di animali sono scientificamente ritenuti specifici indicatori di pericolosità sociale, ossia fenomeni predittivi di contemporanee o successive altre condotte devianti, antisociali o criminali. Per questo chiediamo pene severe e che venga anche riconosciuta la pericolosità sociale di questi soggetti”

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