Home Attualità Municipi di Roma: le imprese chiedono trasparenza nella concessione degli appalti

Municipi di Roma: le imprese chiedono trasparenza nella concessione degli appalti

0

Il tema dell’aggiudicazione degli appalti pubblici è un atavico problema del nostro paese, nonostante nel corso degli ultimi quarant’anni, in più di una circostanza, alcune inchieste giudiziarie abbiano fatto luce su questo italico malcostume. Certo, non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, considerato che, rispetto a qualche lustro fa, i casi di aggiudicazione avvenuti in modo trasparente sono aumentati.

Ma la strada da compiere nel nostro paese per raggiungere la massima trasparenza riguardo alla concessione degli appalti pubblici, è ancora lungi dall’essere completata, nonostante il mondo delle imprese lo richieda da svariato tempo e stia mettendo in campo significative azioni al fine che ciò avvenga in ogni circostanza.

L’Ance Roma denuncia poca trasparenza nell’assegnazione degli appalti pubblici capitolini

Questa richiesta di maggior trasparenza da parte del mondo imprenditoriale è stata ancor più vigorosa a Roma, che già nel passato è stata toccata da alcune inchieste volte a far chiarezza sull’effettiva regolarità nell’aggiudicazione di alcuni appalti pubblici. È inutile negare, in tal senso, quanto sia elevata la confusione quando si parla di appalti pubblici nei municipi della capitale, dovute solo in parte ad una burocrazia italiana lenta e farraginosa ed assai complessa da dover decifrare in talune circostanze.

D’altronde è più che lecito che le imprese in possesso dei requisiti abilitanti alla partecipazione alle gare d’appalto pubbliche, inclusa l’appartenenza a una determinata categoria SOA (il sito SoaSemplice.it fornisce un approfondimento in merito), pretendano che vi siano trasparenza e alternanza, che sono segnali tangibili di legalità e imparzialità da parte degli organi competenti a cui spetta l’onere della valutazione finale.

Oltre alla poca trasparenza, le associazioni romane delle imprese edili – in un recente incontro avvenuto alla presenza di Ornella Segnalini, assessore ai lavori pubblici del Comune di Roma – hanno esposto un altro problema che, secondo il loro parere, affligge la città capitolina: la totale assenza di turnover. In altre parole, le ditte edili romane fanno presente che i lavori vengono aggiudicati sempre ai medesimi soggetti.

Il Nuovo Codice degli Appalti avrebbe creato ulteriori problemi di trasparenza nella nostra città

Sarebbero totalmente inutili, di conseguenza, le iscrizioni ai vari registri ideati per poter reclutare le imprese alle quali affidare i lavori nella nostra città, considerato che – secondo quanto denunciato da queste associazioni – a compiere i lavori sarebbero sempre i medesimi soggetti. E le attuali procedure, in tal senso, non hanno fatto altro che aggravare ulteriormente il problema.

L’Ance Roma, infatti, ha fatto presente che le procedure negoziate senza bando, seppur previste dal Nuovo Codice degli Appalti, hanno trasformato l’assegnazione degli appalti pubblici romani in una sorta di fortino inespugnabile per nuovi soggetti, dando modo ai “soliti noti” di poter ottenere l’esecuzione dei lavori. Tutto ciò, oltretutto, secondo l’Ance Roma avverrebbe non rispettando i principi cardine della trasparenza, ovvero senza fornire alcune informazioni sul “perché” questi lavori vengano assegnati ad un determinato soggetto.

L’Ance denuncia criteri di assegnazione fantasiosi

A preoccupare l’Ance, inoltre, sarebbero anche i criteri, da loro stessi definiti “fantasiosi”, coi quali il Comune di Roma provvede all’assegnazione degli appalti. In talune circostanze, infatti, parrebbe che il metodo di assegnazione sia stato stabilito soltanto in base all’ordine cronologico d’arrivo delle richieste o in base ad altre considerazioni poco inerenti in materia di appalti pubblici.

La situazione, quindi, sta diventando esplosiva, al punto che le associazioni di categoria non hanno tardato a definire un “far west” l’assegnazione degli appalti pubblici capitolini, considerato – in base da quanto loro dichiarato – la totale assenza di regole chiare e trasparenti. In ballo ci sono tantissimi milioni di euro. E le associazioni di imprenditori edili capitolini, definendo “illegittimi” i criteri di assegnazione, sono pronti ad effettuare ricorsi che, con ogni probabilità, potrebbero rallentare lo svolgimento dei lavori previsti. Prima, d’altro canto, va fatta trasparenza.

NO COMMENTS

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Exit mobile version