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Aprile 17, 2021, sabato

“Napoleone e il mito di Roma” la mostra ai Mercati di Traiano

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In occasione del bicentenario dalla morte di Napoleone Bonaparte il museo dei Fori Imperiali al Mercati di Traiano lo celebra dedicandogli la prima mostra dopo la riapertura. “Napoleone e il mito di Roma” ripercorre il rapporto tra l’imperatore francese con i modelli del mondo classico, passando poi all’arte imperiale. Alcuni passaggi della mostra sono poi dedicati al suo rapporto col Papato, agli scavi compiuti dal Governo Napoleonico di Roma presso il Foro di Traiano e l’Egittomania.

Un viaggio raccontato attraverso più di 100 opere alcune provenienti dalla collezione capitolina altre da musei italiani ed esteri. La mostra si snoda attraverso 3 macro sezioni tra sculture, dipinti, stampe, medaglie, gemme e vari oggetti di arte. Nella prima macro-sezione si assiste all’evoluzione del giovane Napoleone che adotta i modelli classici come affermazione di potere. Ne è un esempio il busto in bronzo di Lorenzo Bartolini, proveniente dal Louvre. L’opera ritrae Napoleone con la corona d’alloro e le fattezze di un imperatore romano. Un’altra è il fregio con il Trionfo di Alessandro Magno a Babilonia dai Musei Civici di Pavia. Opera che avrebbe dovuto celebrare l’arrivo al suo nuovo palazzo, al Quirinale a Roma.

Immagine Opera della mostra "Napoleone e il mito di Roma"  photo credit: agicult.it
 Immagine Opera della mostra “Napoleone e il mito di Roma” photo credit: agicult.it

“Napoleone e il mito di Roma” le macro-sezioni

Nella seconda macro-sezione della mostra “Napoleone e il mito di Roma” si racconta il ruolo dell’imperatore nelle vesti di re d’Italia. Il suo rapporto con Roma e il nutrito programma urbanistico col quale voleva trasformarla in una seconda Parigi, è ben rappresentato dall’istallazione nella Grande Aula di un viale di cipressi, uno dei punti focali della mostra. Opere di grande pregio e importanza provenienti da vari musei arricchiscono la sezione. Tra questi ad esempio il ritratto di Antonio Canova protagonista del panorama artistico del tempo. Un intera sala è dedicata inoltre al complesso rapporto che Napoleone ebbe con il Papato e la religione.

La terza macro-sezione approfondisce alcuni aspetti relativi alla ripresa di modelli antichi nell’arte e nell’epopea napoleonica. Ne è esempio l’aquila romana, nel vessillo del 7mo Reggimento Ussari dal Musée de l’Armée di Parigi. La mostra segue con opere che rappresentano l’importanza che ebbe per Napoleone la Campagna d’Egitto, come impresa militare e culturale. La mostra si conclude con il famoso quadro Napoleone con gli abiti dell’incoronazione, dipinto da François Gérard nel 1805. L’opera è conservata ad Ajaccio, nel Palais Fesch-Musée des Beaux-Arts. Il dipinto raffigura Napoleone al suo apice e rappresenta il compendio più evidente dell’uso che egli seppe fare dei simboli.

di Loretta Meloni

Immagine di copertina (“Napoleone e il mito di Roma”) photo credit: .tgtourism.tv

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