Non era olio d’oliva extravergine ma olio di semi: sequestri per 50 ristoranti a Roma

Lo spacciavano per olio extravergine d’oliva e invece era olio di semi. La truffa è stata scoperta dai Carabinieri e ha coinvolto ben 50 ristoranti di Roma.

L’indagine dei Carabinieri per la truffa dell’olio di semi a Roma

L’indagine è partita da un produttore clandestino con base in Puglia, che era stato denunciato. Seguendo il percorso dell’olio è stato possibile dunque risalire ad alcuni suoi clienti ristoratori. Il prodotto, infatti, veniva distribuito a quintali e recapitato davanti all’ingresso del locale con un furgoncino. Date le prime ricostruzioni, l’olio veniva venduto a 3 euro al litro, contro una media di 9 euro per un extravergine.

L’olio di semi veniva miscelato con beta-carotene e clorofilla, per assomigliare quanto più possibile all’extravergine. Un prodotto alterato e falso venduto a prezzo stracciato, che risulta però di fatto molto pericoloso al consumo. Fortunatamente, da quasi un anno i carabinieri dei Nas di Roma stanno indagando per risalire ai responsabili del gesto.

“I controlli sono iniziati già  da diverso tempo, ma i sequestri penali sono stati effettuati nelle ultime tre settimane”, hanno spiegato fonti dei carabinieri dei Nas, che hanno individuato i ristoranti coinvolti nel centro storico a pochi passi dal Senato e da Fontana di Trevi. E non solo: si arriva fino a Trastevere e Testaccio, e anche a Fiumicino e ai Castelli Romani.

Marianna Soru

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