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Novembre 29, 2022, martedì

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”Non lasciate il Lazio alle mafie”: domani la manifestazione del settore del gioco pubblico

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Domani a Roma, alle ore 15, si terrà la manifestazione dei lavoratori ed imprenditori del settore del gioco pubblico in Piazza Oderico da Pordenone. La protesta, denominata ”Non lasciate il Lazio alle mafie”, si terrà davanti alla Giunta regionale del Lazio per impedire l’introduzione della retroattività della legge regionale 5/2013. Ad annunciarlo l’Agimeg, Agenzia di stampa sul mercato del gioco.

Un settore che rischia di scomparire

Il settore del gioco, chiuso ormai a livello nazionale da fine ottobre, dopo il primo lockdown di primavera, scenderà in Piazza Oderico da Pordenone nella giornata di domani 29 aprile, per scongiurare l’entrata in vigore della Legge regionale 5/2013. Tale legge prevede ”Disposizioni per la prevenzione ed il trattamento del gioco d’azzardo patologico” che, così come modificata dal Consiglio Regionale nel febbraio dello scorso anno, prevede una retroattività che porterà di fatto all’espulsione del gioco pubblico dalla quasi totalità del territorio.


Con le disposizioni 2020 è stata prevista una retroattività del distanziometro che colpirà gradualmente anche gli esercizi, con slot all’interno dei locali, che offrono giochi e scommesse.
Il primo step entrerà in vigore il prossimo 31 agosto 2021 e consisterà nella rimozione apparecchi da intrattenimento negli esercizi generalisti (bar, tabaccai, etc.) nel raggio di 500 metri da luoghi sensibili.
Il secondo step scatterà invece dal 28 febbraio 2024, con la rimozione degli apparecchi da intrattenimento nelle sale dedicate, sempre entro 500 metri da luoghi sensibili, mentre in un ultimo step, a partire dal 28 febbraio 2025, l’applicazione della retroattività colpirà gli esercizi con licenza ex art. 88 Tulps successiva al 1° gennaio 2014.

A rischio almeno 5 mila posti di lavori

Lo scenario, fa presente l’Agimeg, prevede a rischio almeno 5 mila posti di lavoro nel Lazio, che potrebbero arrivare a toccare anche i 7mila. Le conseguenze, pesantissime già sui lavoratori del settore, potrebbero essere quelle di un’intensificazione del gioco illegale, delle sale clandestine e della diffusione di clan malavitosi.
Il Lazio, si presenta inoltre come la regione con la più alta densità di addetti nella gestione degli apparecchi che consentono vincite in denaro: 25 addetti ogni 100 mila abitanti, mentre la media complessiva delle altre regioni è di 14 su 100 mila. La regione conta infatti 1,8 milioni di giocatori, nel 2019 ci sono stati 7,6 miliardi di euro di giocate nel 2019, con un totale di 6.400 esercizi del comparto apparecchi da intrattenimento, di cui circa 1.300 specializzati.

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Valentina Cuffaro

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