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Dicembre 8, 2022, giovedì

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Nuovo Ospedale Tiburtino: partono i lavoro per la realizzazione

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Sono partiti ieri mattina alle ore 8:00 i lavori per la realizzazione del Nuovo Ospedale Tiburtino. La struttura potrà ospitare 340 posti letto e si estenderà per circa 87mila e 350 mq. Presenti all’inaugurazione dei lavori il direttore generale, i tecnici, e le Forze dell’Ordine. Roma, quindi, potrà beneficiare di una nuova struttura ospedaliera.

Nuovo Ospedale Tiburtino parla il DG dell’Asl di Roma 5: “Sarà il punto di riferimento del vastissimo territorio provinciale a est di Roma”

Sarà il punto di riferimento del vastissimo territorio provinciale a est di Roma”. Il Direttore Generale dell’ASL Roma 5 ha spiegato i motivi che hanno portato alla realizzazione del nuovo ospedale Tiburtino. I lavori, iniziati ieri mattina alle 8:00, hanno visto protagonisti il direttore generale, i tecnici e le Forze dell’Ordine che sono intervenute per garantire l’ordinario svolgimento dei lavori. L’ospedale metterà al servizio del territorio di Roma 340 posti letto. Le operazioni di perimetrazione sui terreni dell’ASL Roma 5 in via Cesurni a Tivoli Terme dovrebbero terminare giovedì 12 novembre.

Il nuovo ospedale Tiburtino introdurrà standard qualitativi e quantitativi, ambientali, impiantistici e tecnologici in grado di garantire elevati livelli prestazionali in relazione al comfort sanitario, alla funzionalità ed alla sicurezza alla sostenibilità. L’assetto distributivo della struttura sanitaria sarà caratterizzato, inoltre, dall’articolazione in aree funzionali interconnesse secondo criteri di estrema flessibilità. La struttura prevede un piano interrato da 13mila metri quadrati. Quest’ultimo verrà dedicato a diagnostica, laboratori, servizi ospedalieri, cucina, lavanderia, spogliatoio, gestione farmaci.

Il piano terra, di 11 mila mq, prevede il pronto soccorso, medicina d’urgenza, ambulatori, presidi chirurgici, morgue, spdc. I piani fuori da terra saranno invece 5, da 4600 metri quadrati ciascuno e comprendono: blocco operatorio, rianimazione, terapia intensiva, emodinamica, le degenze e i servizi dedicati ad esse con i vari reparti per un totale di 23.300 metri quadrati.

Le parole del Direttore Generale dell’Asl Roma sul nuovo ospedale

Il direttore generale dell’Asl Roma 5, Giorgio Giulio Santonocito, ha spiegato l’importanza del nuovo ospedale in costruzione: “Sarà il punto di riferimento del vastissimo territorio provinciale a est di Roma e nasce per dare una risposta equilibrata al fabbisogno di salute. Il progetto sarà improntato ai concetti fondamentali di flessibilità ed umanizzazione. Sarà un ospedale ecosostenibile, flessibile, in grado di affrontare le sfide che oggi con drammaticità stanno investendo la sanità mondiale. Il progresso tecnologico e scientifico in atto ed in crescente evoluzione, il continuo cambiamento delle esigenze sanitarie e l’attuale attenzione ai temi della sostenibilità, del comfort del benessere richiedono una visione strutturale, organizzativa e gestionale della complessa rete dei servizi socio-sanitari, nuova e dinamica che prenderà corpo nell’Ospedale Tiburtino. Un nuovo approccio alla progettazione dei luoghi della salute, in grado di favorire sinergie e relazioni non solo tra le diverse discipline ma anche tra le diverse funzioni di diagnosi, cura, ricerca e formazione che caratterizzano il  sistema-sanità”.

Passaggio sulla progettazione del nuovo sistema ospedaliero: “Garantirà l’integrazione dello stesso con il territorio e le sue funzioni. L’ospedale sarà in grado di conciliare le complessità tecnologiche con la dimensione umana per offrire all’utenza ambienti idonei e accoglienti ma anche sicuri e per gli operatori. Lo abbiamo pensato come una piastra circolare – che allocherà i servizi dell’emergenza – stretta come in un abbraccio  dalla struttura di degenza e servizi, che a loro volta si svilupperanno secondo una precisa gradualità orizzontale in sintonia con l’intensità di cura prestata. Una torre sarà dedicata alle malattie infettivo diffusive ed ai sistemi di bio-contenimento. Ai piani inferiori più accessibili, in logica di gradualità verticale, i servizi ambulatoriali e di accettazione“.

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