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Dicembre 8, 2022, giovedì

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Omicidio contessa Filo della Torre: l’assassino libero dopo appena 10 anni

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Dopo appena 10 anni di reclusione, lunedì uscirà dal carcere Manuel Winston Reyes, grazie a una serie di sconti della pena.
E’ l’uomo che, nel 1991, uccise la contessa Alberica Filo della Torre nella sua villa all’Olgiata, a Roma.

L’omicidio della contessa: 20 anni di piste sbagliate

Il 10 luglio del 1991 moriva la contessa Alberica Filo della Torre nella villa nella zona residenziale sulla Cassia a nord della capitale. Da quel momento, ci sarebbero voluti ben 20 anni per individuare e incastrare il suo assassino: il maggiordomo filippino che ora, dopo solo 10 anni di carcere, verrà liberato.

Sono stati impiegati diversi anni per risalire all’assassino perché, gli inquirenti, avevano seguito piste sbagliate circa l’omicidio.
Inizialmente i sospetti sul figlio dell’istitutrice, poi gli errori nel congelare la scena del delitto, la prevalenza delle piste più fantasiose, dagli inesistenti amori del marito al coinvolgimento dei servizi segreti, senza investigare a fondo sulle prove.

Nessuno immaginava che l’assassino fosse più vicino di quanto credessero: il maggiordomo, furente con la Filo Della Torre per averlo licenziato, l’aveva così uccisa.

La svolta e la condanna a 16 anni a Reyes

Nella primavera del 2011, la svolta: il marito di Alberica, il costruttore romano Pietro Mattei, aveva preteso il riesame delle tracce di Dna ritrovato sulla scena del delitto.
Reyes era stato così condannato a 16 anni di reclusione il 14 novembre del 2011, con rito abbreviato per aver strangolato la nobildonna napoletana.

«Ci hanno messo vent’anni a prenderlo e ora l’assassino di mia madre sta già per uscire di galera.Esce di galera per buona condotta e benefici vari. Ha fatto solo 10 anni, e già gliene avevano dati pochi, sedici: si può definire la pena giusta? » risponde, in un’intervista al Corriere, Manfredi Mattei, primogenito della contessa.

Poi continua: «Dunque andrò ad aspettarlo fuori dal carcere per fargli i complimenti, per stringergli la mano e dirgli bravo, te la sei sfangata… D’altra parte la legge è con lui».

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