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Ottobre 7, 2022, venerdì

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Operazione Babylonia: estorsione e riciclaggio, in 23 arrestati a Roma

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A Roma e provincia, i Carabinieri e i Finanzieri dei Comandi Provinciali di Roma hanno eseguito il decreto di confisca di beni, emesso dalla Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale Civile e Penale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di Gaetano Vitagliano, Andrea Scanzini e di una terza persona, in qualità di erede del destinatario della confisca. Le risultanze criminali alla base della misura patrimoniale traggono origine dall’indagine, convenzionalmente denominata Babylonia, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e conclusasi nel giugno 2017 con l’ordinanza di custodia cautelare emessa a carico di 23 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di appartenere a due distinte associazioni per delinquere finalizzate all’estorsione, usura, riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, fraudolento trasferimento di beni e valori.

Operazione Babylonia: le accuse

Dagli elementi emersi in tale contesto sono state eseguite, in sinergia dai militari
dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, articolati accertamenti patrimoniali che hanno consentito di acclarare una netta sproporzione tra il reddito dichiarato e l’effettiva consistenza patrimoniale dei proposti nonché di individuare, anche dopo il primo sequestro del 2017, un ingente complesso di beni mobili e immobili oggetto della confisca. In particolare, la coordinata attività investigativa ha permesso di:

  • accertare l’operatività sul territorio capitolino di uno strutturato sodalizio, gerarchizzato e autonomo, promosso e diretto da Vitagliano, dedito al riciclaggio e al reimpiego, in attività commerciali lecite e in beni immobili, di ingenti somme di denaro di provenienza delittuosa e alla conseguente e strumentale fraudolenta intestazione di tali attività, beni o altre utilità a terzi;
  • acclarare il ruolo fondamentale, nell’ambito del sodalizio, svolto di Scanzini,
    imprenditore affermato nel settore del noleggio e della gestione di apparecchi per i
    videogiochi e videolottery, il quale era incaricato delle peculiari mansioni di
    “deposito” e della “ripulitura” di denaro di provenienza illecita per conto del sodalizio;
  • rilevare l’esistenza di rapporti di natura illecita con una consolidata organizzazione
    criminale, radicata nell’area a Nord-Est di Roma e, segnatamente, Monterotondo (RM)
    e Mentana (RM)
    , capeggiata da Giuseppe Cellamare, deceduto nel 2017 e gravato
    da precedenti per associazione mafiosa in quanto era stato organico alla “Sacra Corona
    Unita”;
  • documentare come, in quella porzione di territorio, i citati Scanzini e
    Vitagliano avessero investito cospicue somme di denaro di provenienza illecita
    nella costruzione di un complesso immobiliare, sito a Guidonia Montecelio (Roma)
    località “I Pichini” e costituito numerose società riconducibili allo stesso Scanzini.

I beni confiscati nell’operazione

Tra i beni oggetto di confisca figurano 52 società, 20 imprese individuali, 1 quota
societaria, 34 immobili, 6 autoveicoli, 19 rapporti finanziari e numerosi beni mobili quali orologi e preziosi, per un valore complessivo stimato in circa 300 milioni di euro. Sono ricompresi nella misura ablatoria gli storici bar “Mizzica!” di via di Catanzaro e di Piazza Acilia, acquisiti dal gruppo Vitagliano, il locale “Macao” di via del Gazometro frequentato dai VIP della movida romana e la nota catena di bar “Babylon Cafe”, dalla quale l’indagine prende il nome.

Per Vitagliano e Scanzini è anche stata disposta la misura di prevenzione
personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per anni tre nel Comune di residenza. L’odierna operazione conferma l’efficacia dell’azione svolta dalla Procura della Repubblica, dalla Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale Civile e Penale, dalla Guardia di Finanza e dall’Arma dei Carabinieri di Roma contro i tentativi di “inquinamento” dell’economia legale da parte della criminalità.

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