Pietro Genovese, il 25enne condannato a cinque anni e quattro mesi per aver travolto e ucciso Gaia e Camilla la notte del 22 dicembre 2019 a corso Francia, ha ottenuto l’affidamento in prova ai servizi sociali come misura alternativa alla pena detentiva.
La pena da scontare presso due onlus
Il Tribunale di Sorveglianza ha infatti accolto l’istanza avanzata dai legali del figlio di Paolo Genovese, regista fra l’altro del film «Perfetti Sconosciuti» che nel 2016 ha vinto due David di Donatello. Secondo i giudici nei prossimi tre anni e mezzo, ovvero il residuo pena che deve ancora scontare, il figlio dovrà seguire un programma con le sue giornate impegnate presso due onlus: una specializzata nella prevenzione contro gli atti di bullismo e l’altra invece è l’associazione di volontari fondata dal capitano Ultimo – Sergio De Caprio, già generale dei carabinieri protagonista della cattura di Totò Riina -, che applica il mutuo soccorso per le persone bisognose
I servizi sociali valuteranno con una relazione periodica se Genovese rispetterà le prescrizioni nel suo percorso di reinserimento. Oltre a doversi recare presso le due onlus, la sera il giovane dovrà rimanere a casa e ha l’obbligo di dimora a Roma. Qualora dovesse violare una di queste regole, i giudici potranno valutare la revoca dell’affidamento in prova, ma già da qualche settimana, Genovese sta svolgendo le attività senza essere incorso in alcun tipo di richiamo. E se dovesse completare il percorso con successo, allora il Tribunale di Sorveglianza dichiarerà estinta la sua pena.