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Dicembre 8, 2022, giovedì

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Polizia Postale e Airbnb: i consigli anti-truffa per le vacanze

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La Polizia Postale e Airbnb mettono in guardia sulle case-vacanza. I profili dei truffatori vanno dal cervello in fuga al tecnico informatico. I consigli anti-truffa

I consigli anti-truffa della Polizia Postale e Airbnb

Si avvicina l’estate tra Green Pass e libertà di spostarsi. Secondo quanto dicono i dati di Airbnb si sta tornando alla villeggiatura sempre di più. Aumento fino al 53% delle prenotazioni nel 2021, mentre il turismo rurale passa dal 21% del 2019 al 37% nell’anno odierno.

Aumento delle prenotazioni che però incide con la probabilità sempre più alta di cadere in truffe. Vittime preferite sono gli utenti che alle prime armi con le prenotazioni fai da te sul web. Per ovviare al problema e per far sentire più sicuri gli utenti-turisti, La Polizia Postale ed Airbnb hanno avviato una campagna per dare una mano ad i meno esperti. Tramite i consigli anti-truffa sarà possibile ai neofiti smascherare i disonesti.

Individuati diversi profili di truffatori, dai quali è meglio stare lontano se non si vuol vedere la propria caparra finire nelle loro tasche. Secondo una ricerca dell’Osservatorio di Multicanalità del Politecnico di Milano, il settore dei viaggi è quello in cui si usa il digitale. 7 utenti su 10 prediligono il web per organizzare le poprie vacanze. Molti usano anche modalità offline, ma comunque alternate a metodi online.

Questi dati portano con se però un aumento anche delle frodi. Ad arginare il problema l’individuazione dei profili canonici dei truffatori e dei consigli per non farsi aggirare. Tra le personalità dalle quali guardarsi bene troviamo: il Cervello in Fuga, ossia un finto proprietario appena trasferitosi all’estero che con la scusa non potrà accogliervi nell’abitazione, ma vi chiederà bonifici internazionali per saldare i primi pagamenti.

Ci sta poi il Tecnico Informatico. In questo caso l’host ha realmente creato un annuncio su Airbnb, ma nel momento in cui verranno chieste informazioni tramite l’app, questo chiederà di continuare la conversazione via posta elettronica. Lì con una susa invierà un link ad un sito clone molto simile nel layout ad Airbnb.

C’è infine Il Compare. Anche qui l’host ha creato davvero l’annuncio. Il truffatore però, dopo un’eventuale richiesta comincerà ad esser amichevole e gentile con chi ha prenotato. In questo modo cercherà di di convincere l’utente a cancellare la prenotazione via Airbnb e continuare privatamente. Incassati i soldi poi il Compare sparirà.

Chiariti i profili di eventuali truffatori, la campagna da anche dei consigli utili a salvare la propria vacanza. Tra questi: non pagare mai direttamente con bonifico, non comunicare fuori dal sito, attenzione ad altri link condivisi via email o altri siti, attenzione ai siti cloni e leggere l’annuncio con attenzione.

Lorenzo Montemauri

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