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Novembre 29, 2022, martedì

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Prostituzione minorile maschile: Roma pronta a combattere il fenomeno

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Prende il via a Roma la prima unità di strada interamente dedicata alla prostituzione minorile maschile. Si tratta di un progetto frutto della sinergia tra Roma Capitale e l’organizzazione umanitaria Ong Intersos e Digivis, certificato e finanziato dall’Unione Europea per una cifra pari a 345mila euro nell’arco di 18 mesi, a partire dal 2 novembre 2020.

Il progetto, denominato “Rest“, nasce da un assunto: la violenza sessuale di genere sui giovani uomini è un fenomeno meno conosciuto e sottostimato. Spesso non viene neanche denunciato alle istituzioni responsabili del sistema di accoglienza ed integrazione, e le vittime spesso non denunciano per paura dello stigma che ciò comporterebbe.

Prostituzione minorile maschile: i numeri

I numeri del fenomeno sono impressionanti. Dal 2014 più di 70.000 minori stranieri non accompagnati (MSNA) sono arrivati in Italia via mare, 60.000 dei quali sono divenuti maggiorenni. Secondo il Ministero italiano del Lavoro e delle Politiche Sociali, a dicembre 2019 erano 5383 i MSNA ospitati in strutture ricettive. La maggior parte sono maschi (94,8%) di 17 anni di età (61,5%).

Quando diventano maggiorenni, la maggioranza dei minori stranieri non accompagnati perde il diritto all’accoglienza, e diviene esposta ad esclusione sociale e a rischio di sfruttamento lavorativo e sessuale. Questi giovani uomini sfruttati rappresentano un settore della popolazione migrante difficile da raggiungere per diverse ragioni: ambiente criminale che previene le loro denunce o la loro ricerca di aiuto, paura di potenziali vendette verso i familiari rimasti nel Paese di origine, la durata dei procedimenti burocratici e la mancanza di un supporto integrato appropriato.

Le parole della Raggi e l’unità mobile

Ecco le dichiarazioni di Virginia Raggi, sindaco di Roma: “Si tratta di un’iniziativa allo stesso tempo rivoluzionaria e fondamentale per una fascia di persone ai margini della società e dei servizi, che in molti casi rappresentano dei veri e propri invisibili. L’Amministrazione, grazie a un lavoro di profonda sinergia con l’Unione europea e con Intersos, avvia un percorso che consentirà di recuperare e reinserire tantissimi minorenni, sottraendoli letteralmente alla strada, alla criminalità, allo sfruttamento. Determinante è la funzione della comunicazione con questi ragazzi, grazie al contatto diretto sulle strade della città ma anche tramite un’attività sui social che permetterà di interagire con loro in qualsiasi momento“.

L’unità mobile sarà formata da uno staff multidisciplinare che comprende due operatori con competenze in mediazione culturale e linguistica, un ‘case manager’ ed un medico. L’unità mobile svolgerà due uscite settimanali negli insediamenti informali individuati, secondo un calendario operativo prestabilito, che potrà subire modifiche in base alle necessità.

Le attività comprenderanno:

  • Monitoraggio dei principali punti di aggregazione su strada di Minori stranieri non accompagnati e neomaggiorenni esposti a sfruttamento;
  • Informativa sui diritti e i servizi disponibili sul territorio;
  • Informativa specializzata per persone sopravvissute a violenza sessuale;
  • Rinvio a Intersos e ai servizi sociosanitari sul territorio

Il progetto utilizzerà il web ed i social per promuovere i servizi ed i protocolli adottati con l’obiettivo di sostenere l’inclusione e offrire rifugio ai giovani migranti a rischio sfruttamento sessuale ma anche lavorativo o comunque a rischio di devianza.

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