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Dicembre 1, 2022, giovedì

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Rapina alla sala slot “Win Time”: la dipendente era d’accordo con i ladri

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Roma, avevano commesso una rapina ad ottobre scorso presso la sala slotWin Time”. Eseguita dalla Polizia di Stato un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di due persone. Si ricerca il complice. La rapina alla sala slot “Win Time”, visionando attentamente le immagini, ha riservato una sorpresa ai poliziotti.

Il 10 aprile scorso, gli agenti della Polizia di Stato dell’XI Distretto San Paolo hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di S.M. 30enne e di una donna A.F. 23enne, responsabili di rapina aggravata in concorso e ricettazione. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma “gruppo reati gravi contro il patrimonio”, in ordine alla rapina consumata il 25 ottobre 2020 presso la sala slot  “Win Time”, nel corso della quale due uomini, giunti a bordo di scooter, risultato poi provento di furto, con il volto travisato e armati di coltello, si erano impossessati di 11.600 euro in contanti.

Rapina alla sala slot “Win Time”: uno strano modus operandi

All’interno del locale era presente solo una dipendente. Dalla visione delle immagini, la Polizia Giudiziaria ha notato da subito delle stranezze sul modus operandi dell’autore materiale della rapina: uno dei due rapinatori è sceso dallo scooter togliendosi il casco, per poi indossare il cappuccio del cappotto, restando frontalmente alla porta di entrata, non curante del fatto che potesse essere visto in volto dalla dipendente, mentre il complice rimaneva fuori ad attenderlo, palesemente tranquillo sullo scooter.

Inoltre, si è notato che la dipendente, pochi attimi prima che avvenisse la rapina, durante lo svuotamento della slot appariva nervosa, si voltava ripetutamente verso la porta d’ingresso e compiva molto lentamente le operazioni, non avendo cura di mettere in sicurezza il denaro prima di aprire la porta al pubblico come faceva regolarmente. Convocata negli uffici di polizia per essere escussa in ordine ai fatti dei quali era stata testimone, ha mostrato reticenza nell’esporre i fatti e, resasi conto delle diverse contraddizioni, spaventata, ha ammesso di aver effettivamente concordato la rapina insieme ad una sua amica identificata per A.F., ex dipendente dello stesso esercizio.

Scoperto il coinvolgimento della dipendente, si è aperta un’indagine a Tor Bella Monaca

Da quel momento è iniziata un’intensa ed articolata attività di indagine basata su servizi di osservazione, appostamento ed altra attività, rese ancor più difficile dal luogo dove i soggetti coinvolti avevano la loro dimora, ovvero nella nota piazza di spaccio di Tor Bella Monaca, dove sono presenti vedette h24 pronte a segnalare con precisione la presenza della Polizia o di qualsiasi altra persona sospetta. Nel corso delle indagini, si è appurato che A.F.  insieme a S.M., avevano concordato e posto in essere una spedizione punitiva volta ad intimorire la ragazza che aveva collaborato con la Polizia. Sono in corso ulteriori indagini peri risalire all’identificazione del terzo complice.

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