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Dicembre 9, 2022, venerdì

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Rifiuti, il Pd romano dice sì alla costruzione del termovalorizzatore

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In relazione al piano per la chiusura del ciclo dei rifiuti e quindi sulla costruzione dell’impianto, la direzione vota positivamente l’odg del segretario Casu. In crisi l’alleanza con il M5S.

Questione rifiuti: sì al termovalorizzatore

Il Pd romano dice al termovalorizzatore, quindi i Cinquestelle dovranno accettarlo. Viene fatto con un voto unanime in direzione, approvando l’ordine del giorno presentato dal segretario capitolino e deputato Andrea Casu il 4 maggio. Sono passati esattamente sei mesi dall’insediamento della giunta Gualtieri in Campidoglio.

Il piano per la chiusura del ciclo dei rifiuti presentato in aula Giulio Cesare il 20 aprile dal sindaco, ha spiazzato vari consiglieri, anche di maggioranza. Gli eletti di Europa Verde e Sinistra Civica Ecologista sono quelli che fanno più fatica ad allinearsi sul fronte del “sì” all’impianto. Il termovalorizzatore dovrebbe sorgere ai margini meridionali della città, in zona Santa Palomba al confine con il comune di Pomezia.

Il Pd rinnova la fiducia a Gualtieri in relazione alla questione dei rifiuti

I dem, seppur non informati della sortita di Gualtieri, fanno gruppo intorno al sindaco. Casu, a Radio Cusano Campus, dichiara: “Bisogna chiudere il ciclo dei rifiuti, per questo il sindaco ha presentato un piano: aumentare la differenziata e costruire quegli impianti che servono a chiudere il ciclo. C’è poi una parte di rifiuti indifferenziato che deve essere gestito in discarica o smaltito con termovalorizzatori. Gualtieri ha posto il tema di costruire quell’impiantistica che esiste in tutte le grandi città europee, con tutte le tecnologie più avanzate”.

Aggiunge il deputato: “Insomma, va tutto bene. Anche perchè il termovalorizzatore significherebbe garantire energia pulita per 150.000 famiglie e quindi portare grandi vantaggi economici, riducendo la Ta.Ri. Finalmente Roma ha un sindaco che affronta i problemi e non mette la testa sotto la sabbia. Non possiamo continuare a portare il 98% dei rifiuti indifferenziati fuori dalla città”. Tempi diversi da quelli in cui il decisionismo di Ignazio Marino creava angosce senza cura. Il piglio dell’ex ministro ha successo e chi storce la bocca lo fa con la mano davanti.

Sabrina Alfonsi esulta

L’assessora al ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi, afferma: “Sono felice per un voto che rappresenta un riconoscimento importante al nostro lavoro per la definizione di un piano che non contiene solo il termovalorizzatore ma anche la necessaria impiantistica. Riguarda le strategie per la riduzione dei rifiuti, il miglioramento della raccolta, soprattutto differenziata e la consistente riduzione delle emissioni inquinanti generate dal ciclo nel suo complesso. Roma finalmente guarda avanti”.

Lo “schiaffo” al M5S e l’alleanza in Regione che cede

La dimostrazione di compattezza da parte del Pd romano sul tema rifiuti aumenta la distanza con il M5S, alleato in giunta regionale. L’assessora alla transizione ecologica alla Pisana, Roberta Lombardi, sul termovalorizzatore dice: “Durante l’incontro con il sindaco Gualtieri, abbiamo ragionato su quelle che possono essere le migliori pratiche da portare avanti per differenziare i rifiuti. Il conto fatto sul progetto del termovalorizzatore a Roma è un conto matematico fatto sull’1,7 milioni di tonnellate di rifiuti che la città produce.”

Continua Lombardi: “Se si raggiungerà il 75% di differenziata, portare nell’inceneritore il restante 35% è una follia in termini. Significherebbe perdere una marea di materie prime. Mi auguro di convincerlo con la bontà delle argomentazioni tecniche e non ideologiche a fare un passo indietro”. Un’interlocuzione, quella tra il sindaco e l’assessora regionale, che il Campidoglio aveva definito positiva, aperta al dialogo e priva di muri ideologici, in totale salita.

Ylenia Iris

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