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Dicembre 3, 2022, sabato

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Roma, 31 anni fa moriva Dino Viola

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Il 19 gennaio 1991 moriva l’indimenticabile patron romanista Dino Viola. Oggi sono ben 31 gli anni trascorsi dalla sua scomparsa, ma il suo ricordo tra tutti i tifosi della Roma e tra gli appassionati di calcio rimane indelebile.

Chi era Dino Viola, icona assoluta della Roma

Dino Viola è stato un imprenditore, dirigente sportivo e politico italiano. È entrato per sempre nei cuori dei tifosi romanisti e nella storia del calcio per essere stato il presidente della Roma, dal 1979 al 1991. Quasi 12 gli anni di sua presidenza, stroncati solo dalla sua morte.

La sua avventura da presidente romanista inizia il 16 maggio 1979, rilevando la squadra dal presidente Gaetano Anzalone. La compagine capitolina veniva da un decimo posto in Serie A, ma in un campionato che prevedeva la partecipazione di sole 16 squadre. Per larghi tratti della stagione i giallorossi si erano trovati addirittura a lottare per la salvezza, ottenuta solo nelle battute finali della stagione.

Dino Viola ha quindi raccolto la Roma in una condizione sportiva tragica, facendone successivamente la storia. Già nella stagione successiva (1979/80) la squadra riuscì a trionfare in Coppa Italia sotto la guida tecnica di Nils Liedholm. Furono Bruno Conti e i goal di Roberto Pruzzo, su tutti, a trascinare la Roma.

Nella stagione 1980/81 oltre alla seconda vittoria consecutiva in Coppa Italia, Dino Viola si rende protagonista dello storico acquisto del semi-sconosciuto Paulo Roberto Falcao. Questo ragazzo brasiliano riuscirà ad affermarsi come una delle leggende della Roma di tutti i tempi, ritenuto uno dei centrocampisti più forti della storia del calcio.

A 41 anni di distanza dal primo titolo, nella stagione 1982/83 i giallorossi conquistarono lo scudetto, precedendo Juventus, Inter e Verona. La Roma, così, diventava “magica” sotto la presidenza di Dino Viola.

In totale il palmares dell’indimenticato presidente romanista vanta cinque Coppa Italia (1979/80, 1980/81, 1983/84, 1985/86 e 1990/91), uno scudetto (1982/83) e una finale di Coppa dei Campioni persa proprio a Roma, ai rigori contro il Liverpool.

Alcune delle indimenticabili perle di Viola

Oltre che per la sua straordinaria competenza calcistica, per i trofei vinti e per lo spessore avuto nel suo ruolo, Dino Viola resterà nei cuori dei tifosi giallorossi per le sue storiche interviste e dichiarazioni. Ogni occasione era buona per sfoggiare la sua passione per la Roma.

In quegli anni i romanisti hanno avuto un vero e proprio tifoso giallorosso come presidente. La sua dichiarazione d’amore più famosa per la Lupa è storica: “Ho avuto solo due amori, la Roma e mia moglie”.

Davvero d’altri tempi anche il saluto ai tifosi dopo la cocente sconfitta in finale di Coppa dei Campioni. Sofferente in prima linea, Viola trovò comunque le parole per consolare tutti, perché “la Roma non ha mai pianto e mai piangerà: perché piange il debole, i forti non piangono mai”.

L’amore eterno e reciproco tra città e uomo è nato subito. Un vero colpo di fulmine, come nelle migliori storie d’amore. Viola dichiarò infatti di aver “sposato i colori sportivi giallorossi non appena ho messo piede nella città eterna. Mi sono innamorato di Testaccio e dei suoi eroi.”

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Photo Credit: Instagram, @officialasroma

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