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Ottobre 6, 2022, giovedì

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Roma invasa dai rifiuti. Ama allerta: possibile emergenza da lunedì

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Una nuova emergenza rifiuti potrebbe arrivare a Roma da lunedì, ci fa sapere Ama. La capitale rischia di ritrovarsi con duemila tonnellate di rifiuti a settimana, gettati in terra.
E’ necessario, dunque, che si trovino gli spazi negli impianti di trattamento e nelle discariche per lo smaltimento degli scarti.

Una possibilità, già da lunedì prossimo, è che i romani si ritrovano di fronte uno scenario a loro già noto: cassonetti stracolmi di rifiuti maleodoranti che inondano le vie della città.

Emergenza rifiuti a Roma

E’ stata Ama ad allarmare circa l’emergenza rifiuti, durante una riunione che ha visto protagonisti coloro coinvolti nella gestione dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti di Roma.

La riunione è stata convocata dal prefetto di Roma, Matteo Piantedosi. Tra i partecipanti: la Regione Lazio, la sindaca di Roma, Virginia Raggi, la Città Metropolitana, l’Arpa Lazio, l’amministratore unico della municipalizzata capitolina dei rifiuti. Vi hanno preso parte anche Stefano Zaghis, il sindaco di Albano, Massimiliano Borelli, quello di Guidonia, Michel Barbet, e i rappresentanti delle società Ecoambiente, proprietaria della discarica di Albano, e di Rida Ambiente, proprietaria del Tmb di Aprilia. 

Ama ha segnalato al prefetto il rischio di emergenza in seguito al respingimento dei carichi di rifiuti da parte della discarica di Albano. Quest’ultima ha infatti rilevato la non conformità nei rifiuti inviati dal tmb della Saf (provincia di Frosinone) e dal tm della Csa (provincia di Latina).

Duemila tonnellata di rifiuti: necessari gli sbocchi

Rida Ambiente, attraverso il suo amministratore Fabio Altissimi, ha comunicato al prefetto Piantedosi di potersi fare carico di tutte le 2mila tonnellate di fabbisogno di Ama. Questo, però, solo se verranno garantiti gli sbocchi in discarica e termovalorizzatore di San Vittore.

Per quanto riguarda la prima, sarà necessario che la sindaca Raggi aggiunga nell’ordinanza di giugno la Rida Ambiente. In tal modo rientrerà tra i soggetti autorizzati a conferire nell’impianto dei Castelli e il correlato codice del rifiuto inviato.

Rida, inoltre, ha chiesto che sia l’Arpa Lazio a effettuare l’omologa dello scarto che invierebbe a smaltimento sia ad Albano che a Viterbo. Aggiunge poi che non accetta di pagare una tariffa a prezzo di “libero mercato”, come Ecoambiente ed Ecologia Viterbo hanno chiesto nei giorni scorsi, in attesa che la Regione Lazio stabilisca un prezzo definitivo per l’interramento in questi due impianti. 

Napoli e Toscana in aiuto ma è ormai troppo tardi

La Sapna, la società dei rifiuti della città metropolitana di Napoli che gestisce alcuni tritovagliatori, si presta ad aiutare la Capitale. Accoglierà infatti, le 150 tonnellate al giorno garantite per supportare la Capitale ma solo a partire dal prossimo 4 ottobre.
Un grande aiuto che però sembra non essere abbastanza: la situazione infatti, sembra essere davvero critica e il supporto della Sanpa non sarà sufficiente.

Intanto, prova a venirci in soccorso anche la Cermec, società toscana, che con i suoi impianti di trattamento e smaltimento proverà a risollevare la situazione romana. 

Roma invasa dai rifiuti

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, parla di “uno spettacolo pietoso a cui si aggiunge la beffa della Tari, con i cittadini che di fatto pagano una delle tariffe più alte d’Italia per un servizio che non viene reso”.

Per tale motivo ha sollevato la richiesta del commissariamento della sindaca Virginia Raggi, “totalmente incapace di risolvere l’annoso problema dei rifiuti”.

Il Codacons, con una diffida indirizzata alla regione Lazio, ha chiesto nei giorni scorsi il commissariamento di Roma Capitale sul fronte rifiuti, e la nomina di un commissario più idoneo a fronteggiare la gestione dei rifiuti.

Infine Codacons conclude sottolineando: “Le responsabilità di Comune e Regione, in questo senso, sono lampanti. Il continuo, e del tutto inutile in questo momento storico, braccio di ferro tra Roma Capitale e la Regione Lazio ha avuto un’unica conseguenza. quella di cristallizzare nella città di Roma un’eterna emergenza nella gestione dei rifiuti”. 

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Valentina Cuffaro

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