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Dicembre 4, 2022, domenica

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Roma: la paura della guerra e il Covid bloccano il turismo a Pasqua

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Roscioli (Federalberghi): «Abbiamo perso il 50% delle prenotazioni rispetto al 2019.Servono nuove misure a sostegno del settore». A Roma restano chiusi 250 hotel contro gli oltre 400 di gennaio.

La risalita dei contagi e il conflitto in Ucraina bloccano il turismo a Roma

Dopo due anni drammatici per il turismo, sembrava ci fossero dei segnali di ripresa per il periodo di Pasqua. Con l’incertezza dovuta al conflitto in Ucraina e alla risalita dei contagi, sono molte le cancellazioni. Gli operatori, che auspicavano ad una ripartenza in primavera, ora temono ulteriori residui della pandemia, oltre che il panorama instabile dovuto alla guerra. «Ogni giorno è un terno al lotto, brancoliamo nel buio».

La paura di mesi difficili per un comparto allo stremo

Giuseppe Roscioli, presidente di Federalberghi, avvalora il trend negativo e ha paura di altri mesi difficili per un comparto già allo stremo. Afferma: «Siamo al 50% in meno di prenotazioni rispetto al 2019 e per aprile stanno già arrivando richieste di annullamento. Tranne l’Europa, gli altri mercati sono fermi: Sudamerica, Cina, Giappone, Russia, Sudest asiatico. Negli Usa iniziava a muoversi qualcosa ma è di nuovo tutto congelato, gli americani aspettano di capire cosa succederà». Gli hotel ancora chiusi sono 250 contro i 400 di gennaio. C’è molta voglia di ricominciare, ma c’è anche la paura di dover fronteggiare un’altra crisi globale con pesanti ripercussioni economiche per il rincaro energetico e l’aumento esorbitante dei costi. “Ancora una volta la scure si abbatte sul nostro settore, che sarà difficile mantenere in equilibrio”, sottolinea Roscioli.

La speranza risiede nel governo affinché riattivi le misure di supporto alle aziende

È stata richiesta la proroga della cassa integrazione, oltre che una moratoria sui mutui e i finanziamenti il cui pagamento scadeva a gennaio. È una situazione di stallo anche secondo Stefano Corbari, presidente di Fiavet Lazio, associazione che riunisce le imprese turistiche e le agenzie di viaggio. Afferma: «L’interesse a ripartire è forte, ma le prenotazioni non vanno di pari passo. Si comincia a vedere una lieve ripresa dell’incoming: le vendite negli hotel romani sono ancora al 50 per cento, ma segnano un più 10-15 per cento rispetto allo scorso anno. Appena risolto il problema dei turisti russi, che malgrado il vaccino Sputnik non sia riconosciuto potevano tornare a viaggiare nel nostro Paese con un tampone negativo, è scoppiata la guerra bloccando un mercato alto spendente che rappresenta una perdita significativa».

Grande incertezza anche sotto il cielo statunitense

È d’accordo con l’analisi dei colleghi Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti. Dice: «Gli americani considerano l’Ucraina parte dell’Europa e si contano già le prime cancellazioni. Ammesso che i flussi dagli Usa ripartano, saranno comunque al 40 per cento del periodo pre-Covid». Continua affermando «Pensavamo che le vacanze di Pasqua potessero segnare l’inizio della ripresa, ma l’unica certezza è che vi sarà un calo delle prenotazioni di almeno il 30 per cento. Al di là delle variabili legate alla guerra e all’onda lunga della pandemia, l’aumento vertiginoso delle tariffe rischia di compromettere la sopravvivenza stessa delle imprese turistiche. Il costo di gas, luce, carburante è più che raddoppiato: servono interventi mirati, oltre a quelli tradizionali».

Roma e le piattaforme di prenotazione online

In relazione alle piattaforme di prenotazione online, su Booking.com, Roma la prima destinazione per il turismo domestico nel periodo tra l’11 e il 22 aprile. È seguita da Napoli, Firenze, Venezia e Milano. Tra le mete straniere, per Pasqua gli italiani prediligono Parigi, Barcellona, Londra, Amsterdam, Lisbona. Gli stranieri che scelgono il nostro Paese per le vacanze primaverili sono tedeschi, francesi, inglesi, spagnoli e svizzeri.

Ylenia Iris

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