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Settembre 27, 2022, martedì

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Roma, lotta allo spaccio di stupefacenti: “Operazione Stanley” emette 6 misure cautelari

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Gli investigatori del III Gruppo “Nomentano” della Polizia Locale Roma Capitale e del Commissariato della Polizia di Stato Fidene hanno svolto un’articolata e complessa attività d’indagine denominata “Operazione Stanley“, coordinata dal Pool Reati Gravi contro il Patrimonio, diretto dal Procuratore Aggiunto dr.ssa Lucia Lotti. L’attività, iniziata nel 2018 e proseguita ininterrottamente fino a metà dell’anno 2019, ha permesso di sgominare diversi gruppi criminali operanti nella Capitale, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, come cocaina, hashish e marijuana.

Le indagini dell’ “Operazione Stanley”

L’indagine, corroborata da attività tecniche di video sorveglianza, nonché da numerosi servizi di osservazione con pedinamento, ha consentito di identificare diversi individui dediti alla vendita ed al traffico sistematico di droga. Gli innumerevoli servizi di Polizia Giudiziaria, frutto di una consolidata collaborazione maturata negli anni tra Polizia Locale Roma Capitale e Polizia di Stato, con un costante e proficuo raccordo investigativo, sotto l’egida della locale Squadra Mobile, hanno portato all’arresto in flagranza di reato di più persone, confermando l’ipotesi investigativa della presenza effettiva sul territorio di una rete stabilmente dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

Roma, lotta allo spaccio di stupefacenti: "Operazione Stanley" emette 6 misure cautelari

Nello specifico, nell’arco temporale dell’intera indagine, sono stati effettuati nei confronti degli indagati, sia italiani che stranieri, numerosi riscontri probatori che hanno permesso di sequestrare ingenti quantitativi di droga: 255 grammi di cocaina, 6,1 kg di marijuana, 370 grammi di hashish e 1200 euro in contanti. Gli arresti e contestuali sequestri sono stati effettuati in varie zone della capitale ed in particolare nei quartieri periferici di Montesacro, Primavalle, Portuense, Casalotti e nel Comune di Fiumicino. A conclusione dell’indagine, Il GIP della locale Procura della Repubblica, su richiesta del Pubblico Ministero ha emesso sei misure cautelari di cui tre in carcere e tre agli arresti domiciliari nei confronti degli indagati.

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