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Agosto 17, 2022, mercoledì

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Roma, riciclaggio di denaro sporco: aumento del 29%

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A confermarlo è l’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità. Il presidente Gianpiero Cioffredi ha affermato che le mafie tradizionali “scelgono sempre più di investire i capitali di provenienza illecita a Roma e nel Lazio”. Ecco come Roma è diventata la Capitale del riciclaggio di denaro sporco

Riciclaggio e capitali mafiosi: Roma è la Capitale del reinvestimento del denaro sporco della criminalità organizzata

“Le mafie tradizionali scelgono sempre più di investire i capitali di provenienza illecita a Roma e nel Lazio“. Ad affermarlo è stato Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità.

L’aumento registratosi nel primo semestre del 2021, rispetto allo stesso semestre del 2020, segnala +29% delle operazioni sospette. Mentre nel Lazio si è registrato un altrettanto aumento che ha portato la Regione al secondo posto, dopo la Lombardia, nella classifica delle mete scelte per riciclare denaro mafioso in Italia.

“Questi numeri ci indicano un processo in atto di un gigantesco reinvestimento di denaro delle mafie nel sistema produttivo romano e laziale. Un fenomeno che dimostra quanto l’emergenza economica post pandemia ha inciso in maniera rilevante sulle tendenze e sugli scenari criminali caratterizzati dalla capacità delle mafie di essere fluide con una grande abilità a confondersi nei diversi settori economici”continua il presidente dell’Osservatorio.

A confermare tali dati vi è anche l’ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia. Le attività investigative degli ultimi mesi confermano come le organizzazioni criminali di stampo mafioso operino un incessante lavoro di costruzione di reti relazionali per infiltrare la propria operazione nel magma della pubblica amministrazione.

Per concludere, la capillare operazione mafiosa che negli ultimi mesi è in aumento, ma che da sempre dilaga nella città di Roma, si insidia tra le attività commerciali del territorio. La Magistratura svolge il lavoro di ‘cane da guardia’ e con la Polizia e la Prefettura si servono della Uif della Banca d’Italia per monitorare attività sospette sul territorio.

Serafina Di Lascio

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