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Dicembre 4, 2022, domenica

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Roma scopre la fauna “aliena” tra le vie della città

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La metropoli più grande e popoloso d’Italia. La Capitale del Belpaese così invidiata e chiacchierata in giro per il mondo. Sia in positivo che negativo, ovviamente. Tra romani e turisti, in giro per le vie della città sono spuntati animali “alieni” che nel corso degli ultimi anni sono venuti sempre più a contatto con i cittadini della Città Eterna. Una sorta di fauna inattesa con la quale convivere. A volte pacificamente, altre meno. Ecco come è cambiata la vivibilità di Roma dopo l’arrivo dei nuovi inquilini che, con assoluta prepotenza, esigono di ritagliarsi uno spazio sempre più ampio nella vita romana.

Roma, fauna “aliena” in giro per la città: i gabbiani imperversano, i cinghiali assediano ed i pappagalli prosperano

Qualcuno chiede spazio. Esseri viventi che hanno deciso, per diverse ragioni, che la Capitale può diventare, davvero, la loro nuova casa. Roma sta scoprendo una sorta di fauna “aliena” in questi anni ricchi di cambiando, almeno a livello ambientale. Il più conosciuto dai romani è certamente il gabbiano: un tempo localizzato soltanto in prossimità del Tevere, il grande ed arcigno volatile si è presto spostato in tutti i quadranti della città conquistando quartiere su quartiere. È un predatore opportunista che, a volte, può addirittura puntare il cibo dell’uomo: non capita di rado, infatti, che questo uccello rubi i viveri dalle mani dell’uomo. Non dimostrano alcuna paura e con il tempo hanno imparato a sfruttare ogni possibilità di reperire un pasto facile puntando, anche, i cassonetti dell’immondizia.

La spazzatura ed i suoi cumuli, sempre più alti in alcuni luoghi romani, sono una grande attrattiva anche per i cinghiali: questi quadrupedi onnivori sono un’assoluta novità per Roma. Le loro scorribande per la Capitale sono piuttosto pericolose, soprattutto se la troupe di animali è accompagnata dai cuccioli. I contatti con l’uomo sono sempre più frequenti. Meno dannosi e piuttosto incredibili sono i parrocchetti: i rumorosi pappagalli si sono riprodotti rapidamente e potrebbero soppiantare, presto, merli e passerotti nostrani.

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