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Ottobre 19, 2021, martedì

Roma, SOS rifiuti: teoria del complotto o strategia elettorale?

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Il ‘caso’ dei rifiuti che inonda la capitale torna in prima pagina solo dopo 24h trascorse dalla fine delle elezioni. Due sono i principali protagonisti che hanno aperto un dibattito in merito all’argomento, il consigliere comunale del movimento 5S Di Palma e Natale Di Cola, segretario della CGIL di Roma e del Lazio. Complotto o strategia?

La teoria del complotto

In una chat fra colleghi e amici, Di Palma gioca nuovamente la carta della teoria del complotto messa in piedi dall’Ama – Azienda Municipale Ambiente – di Roma, come riporta il Corriere della Sera. Mossa del M5S che torna a far parlare di sé dopo il duro colpo ottenuto: voti dimezzati rispetto al 2016. Così cita il suo messaggio: “Non ha vinto la destra o la sinistra, ha vinto Ama. Roma non è mai stata così sporca come negli ultimi mesi“- continua attaccando – Ama da gennaio è stata costantemente in campagna elettorale contro di noi”.

I complotti secondo la Raggi

Del fenomeno di rifiuti abbandonati, gestito da qualche “entità alta”, se ne parla dal 2016 con la (quasi) ex sindaca di Roma ed ex grillina, Virginia Raggi. Dl ‘complotto dei frigoriferi’ al ‘sospetto di incendio doloso‘, terminando con un grande colpo di scena: ‘il ritorno della discarica’ e l’assenza di strutture adatte per lo smaltimento di rifiuti.

Di Cola VS il complotto

Pronto a replicare alla teoria del complotto rimessa in vista dal consigliere del M5S, è Natale Di Cola dalla Fp-Cigil, membro della commissione Ambiente per 5 anni. “La città è sporca per gli errori che ha fatto Raggi in cinque anni. Nessun piano industriale e il nulla in tutto il resto, dalla raccolta differenziata agli impianti, agli investimenti che sono stati dell’1% su circa 700 milioni di tassa che il Campidoglio incassa ogni anno”.

L’arringa del segretario delle CGIL continua con l’attacco alle elezioni: “A noi sembra che proprio negli ultimi mesi ci sia stata una strategia elettorale: le cento assunzioni fatte erano dovute dal 2016 e i mezzi comprati facevano parte di un piano vecchio”.

Fonte: Corriere della Sera

Scritto da Simonetta Chiariello

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