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Aprile 17, 2021, sabato

Rugantino, storia della maschera più famosa del carnevale romano

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Rugantino è la maschera più famosa del carnevale romano. Il nome deriva probabilmente da termine “ruganza” cioè arroganza, e dal verbo in romanesco “rugàcioè protestare litigiosamente, brontolare, di conseguenza Rugantino è un “attaccabrighe”. Alcuni lo hanno riconosciuto nella figura di Manducus personaggio di Plauto, che digrignava i denti e minacciava di mangiar vivo il suo interlocutore, lasciandolo esterrefatto.

In molti invece ritengono che derivi da una caricatura dei soldati del Bargello, con origini settecentesche, come si intuisce dal vestiario e dal codino. Porta infatti il costume dei “birri” della fine del sec. XVIII. Dal frac rosso molto corto, panciotto e calzoncini corti dello stesso colore, scarpe con fibbie e cappello alto a incudine. Alcune variazioni popolaresche però si notano nelle calze bianche a righe rosse orizzontali, proprie dei carrettieri a vino, e la fascia ai fianchi con due coltelli.

Locandina di Rugantino  photo credit: .romecentral.com
Locandina di Rugantino photo credit: .romecentral.com

“Bullo de Trastevere”

La maschera di rugantino è il personaggio romanesco per eccellenza, bullo de Trastevere, svelto co’ le parole e cor cortello“. Fanfarone e litigioso che ne prende più di quante ne dia. “Me n’ha date, ma je n’ho dette!” è la celebre frase che dipinge al meglio il suo carattere spigoloso e spaccone ma in fondo buono. La maschera rappresenta con i suoi pregi e difetti il popolo romano.

Rugantino è protagonista di una storia d’amore romantica e tragica allo stesso tempo, ambientata a Roma, nella cornice del Colosseo. Ha una compagna, Nina, che spesso appare anche col nome di Rosetta. Popolana linguacciuta, piena di gioielli appariscenti. La donna è sempre pronta a venire alle mani se è offesa. Tra i capelli ha uno spillone, lo spadino d’argento. È la tipica rappresentante delle popolane romane. Ligia al costume e alla tradizione, ciarliera ma buona, litighina ma onesta. Rosetta è fiera della sua romanità trasteverina.

Rugantino interpretato da Enrico Montesano  photo credit:roma.fanpage.it
Rugantino interpretato da Enrico Montesano photo credit:roma.fanpage.it

Rugantino sbarca al teatro e al cinema

Ardente del suo amore per Rosetta, il personaggio di Rugantino evolve da mascalzone e eroe, prendendosi la colpa dell’omicidio del marito della sua amata, cosa per la quale viene condannato a morte. Il personaggio ha debuttato in pubblico la prima volta nel 1830 al Teatro delle Marionette di Villa Borghese. Animato dalle mani esperte e dalla voce del burattinaio Gaetano Santangelo, detto Ghetanaccio, che si identificava con la maschera e dava vita a una satira spiccata.

Successivamente la maschera di Rugantino è comparsa sul palcoscenico del teatro con le commedie di Augusto Jandolo nel 1925 e di Garinei e Giovannini nel 1962. Al cinema la figura di Rugantino cinema debuttò con il film del 1973 diretto da Pasquale Festa Campanile. Tra gli attori più famosi che lo hanno interpretato ci sono Nino Manfredi, Enrico Brignano, Enrico Montesano, Valerio Mastandrea e Michele La Ginestra.

di Loretta Meloni

Immagine di copertina (Rugantino) photo credit: latina.italiani.it

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