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Dicembre 7, 2022, mercoledì

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San Giovanni, la Serial Killer dei gatti continua la sua strage tra l’indifferenza degli Enti pubblici

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Una lotta che dura da 15 anni, uno sterminio di gatti, una ‘Serial Killer‘ che si aggira per le strade del quartiere San Giovanni a caccia di gatti sperduti. Sembrava finita, ma invece è tornata in azione. Non è un libro, nemmeno una serie Tv, ma la realtà a cui diverse persone si occupano da moltissimo tempo, tanto da creare una pagina su Facebook, ‘Coordinamento gatti via Lavinio’.

La storia inizia nel lontano 2003, la protagonista è una signora anziana che oggi ha una settantina di anni – probabilmente affetta da paturnie psichiche – di nome Norma A., soprannominata la ‘Serial killer’ dei gatti di Via Lavinio con ‘l’hobby’ di portarsi a casa i mici. Moltissimi, tutti quelli che riesce ad acchiappare.

Serial Killer dei gatti: gli ultimi fatti

“A metà novembre 2020 – si legge sulla pagina Facebook – riceviamo segnalazione con foto della presenza, all’interno dell’appartamento di Norma A., di un gatto certosino con un collarino. La stessa persona che ha fotografato e visto questo micio ha dichiarato, e segnalato, anche la presenza di un altro gatto, presumibilmente nero”.

Il Coordinamento si è subito mosso, con Antonio Colonna – il loro esperto di crimini contro gli animali – che presenta alla Procura la dichiarazione scritta della testimone e diretta al magistrato che dal 2017 segue il caso. Sono ormai passati quattro mesi, senza risposta, e probabilmente per quei gatti ormai non c’è più speranza, come sottolineato anche nell’ultimo post della pagina.

Poco dopo, la cacciatrice è stata vista da un condomino girare con un bustone con dentro un gatto. E pochi giorni fa “siamo stati nuovamente contattati, sempre da un condomino del palazzo, il quale ci ha riferito che una signora, avendo sentito miagolii di cucciolo di gatto provenire dall’appartamento della donna di cui parliamo e avendola incontrata sulle scale, le ha chiesto se a casa sua fossero presenti dei gatti; Norma A. avrebbe prontamente risposto che sì, in casa aveva un gattino molto piccolo”. Purtroppo in questi due casi, i ragazzi che si occupano della faccenda non sono riusciti a ottenere dichiarazioni scritte da poter presentare al pm.

L’intervento della presidente del Municipio

Anche Monica Lozzi, presidente del VII Municipio, ha iniziato ad interessarsi alla vicenda, tanto da inviare il 02 novembre scorso una richiesta formale alla sindaca Raggi e al Dirigente Dipartimento Ambiente del Comune di Roma per “emettere i provvedimenti necessari atti ad impedire la detenzione di animali d’affezione da parte della signora N.A., considerata la sua dimostrata e reiterata incapacità di prendersene cura e al fine di tutelare la salute degli animali stessi”. Anche qui, tutto tace. Quattro mesi di nulla, da quanto si apprende: “La risposta di ambedue le cariche, per quanto ne sappiamo, fino ad oggi e, in oltre 4 mesi, non c’è stata”.

Lei, invece, continua ad agire indisturbata, catturando gatti – magari scappati ai propri patroni – per portarli nella sua casa degli orrori e torturarli. Solo due anni fa, un intervento congiunto fra Vigili, Ama e Ufficio d’igiene aveva permesso di portar fuori dalla casa in Via Lavinio 16 tonnellate di immondizia, dove c’erano anche carcasse di gatti. “Nessuno sa la fine che hanno fatto, che fanno, e che continueranno a fare gli animali che entrano in quella casa”. Nell’indifferenza più totale. Ma si sa, spesso si presta poca cura ai problemi delle persone, figurarsi degli animali.

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