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Dicembre 4, 2022, domenica

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Scaglionamenti post Covid: parlano gli studenti

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Scaglionamenti post Covid: gli studenti “non abbiamo più tempo per sport e attività ricreative”. I risultati del sondaggio sulla grado di soddisfazione degli alunni riguardo gli orari scaglionati parlano chiaro: “scriveremo al Prefetto” l’annuncio della Rete

Scaglionamenti post Covid: le conseguenze sugli alunni

Scaglionamenti post Covid: con il rientro in aula ad orari scaglionati moltissimi studenti, soprattutto coloro che frequentano istituti tecnici, si ritrovano ad uscire ad orari impossibili, anche oltre le 16, rendendo quindi impossibile lo svolgimento di qualsiasi attività extrascolastica. La Rete Studenti Medi del Lazio ha reso pubblici i risultati di un sondaggio che ha coinvolto circa 3.000 studenti a tre settimane dal rientro tra i banchi, come fa sapere l’agenzia Dire. Lo scopo era quello di indagare il grado di soddisfazione degli alunni riguardo soprattutto agli orari scaglionati, che li costringono ad uscire più tardi il pomeriggio, con le conseguenze del caso su tutte le altre attività extrascolastiche e sui tempi dello studio. Secondo le risposte arrivate, il 60% degli studenti del Lazio non ha più tempo per fare sport o altre attività ricreative e il 24% ritiene che sia necessario rimodulare gli orari di ingresso e uscita da scuola. Solo il 3,8% di loro pensa che l’attuale organizzazione degli orari sia adeguata. “Anche se è passato un anno e ci sono i vaccini, la situazione da questo punto di vista non sembra essere cambiata, dice Michele Sicca della Rete Studenti Medi Lazio all’agenzia Dire. “La maggior parte degli studenti è felice di essere tornata a scuola in presenza, per questo tanti di noi sorvolano sulle problematiche organizzative. Ma la questione degli orari resta problematica. In alcune scuole tecniche, dove si fanno più ore, si esce alle 16 o alle 16.30: questa è una cosa grave e porterà a una serie di agitazioni”. Più del 40% degli studenti esce da scuola dopo le 14.30 e solo la metà degli intervistati svolge ore da 50 minuti. “Lo scaglionamento non funziona”, scrivono i giovani della Rete in un post su Instagram. “Dall’inizio della pandemia ci siamo sempre impegnati nel chiedere un rientro sicuro e che garantisca il diritto allo studio di tutti e non smetteremo di farlo. Questi dati mostrano come ancora una volta la scuola abbia riaperto senza mettere gli studenti al centro, ma piuttosto continuando a scaricare su di noi il peso di questa fase così difficile”. Il prossimo passo sarà una lettera indirizzata al Prefetto, per chiedere un incontro e discutere dello scaglionamento. Già avvenuto l’incontro con l’assessore regionale alla Scuola, Claudio Di Berardino: “E’ andato bene” conclude Sicca. “Ci siamo dati appuntamento ogni due settimane per monitorare l’andamento del rientro”. 

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