Il corteo, partito dalla stazione Termini, è arrivato a Piazza Barberini. L’obiettivo era raggiungere i palazzi della politica, Montecitorio e Palazzo Chigi, ma la Polizia ha completamente bloccato tutti gli accessi alla piazza e gli incroci che portano a Piazza Barberini.
20.30 di mercoledì 1 ottobre a Roma, sono passati pochi minuti dal primo blocco e diverse sigle si sono già mobilitate: da San Lorenzo e dall’Università La Sapienza è partito un corteo diretto alla stazione Termini, dove i movimenti hanno annunciato il blocco di piazza dei Cinquecento.
Da qui, dopo un primo presidio, poco dopo le 21.30 si è deciso di puntare a Palazzo Chigi con un ulteriore corteo, bloccato poi all’altezza di piazza Barberini. Partiti in poco più di un centinaio, i manifestanti sono andati aumentando, fino a diventare 10.000 e a spingere la polizia a concedere il corteo fino a piazza San Silvestro.
Il corteo è arrivato a Termini alle 21.10. In pochi minuti si è deciso di creare un cordone per presidiare la piazza, con gli attivisti seduti a terra in presidio pacifico. In tilt il traffico della zona: bloccata via Giolitti, l’accesso a piazza della Repubblica e l’intero quadrante risulta in tilt. Cori contro Israele e contro la premier Giorgia Meloni: “Meloni sei complice di Israele, hai le mani sporche di sangue, dimettiti” urla una ragazza dal megafono
Nel frattempo la Cgil ha proclamato uno sciopero generale per venerdì 3 ottobre. “L’aggressione contro navi civili che trasportavano cittadine e cittadini italiani rappresenta un fatto di gravità estrema. È un colpo inferto allo stesso ordine costituzionale, che impedisce un’azione umanitaria e solidale verso la popolazione palestinese, sottoposta da parte del governo israeliano a una vera e propria operazione di genocidio. Si tratta di un attentato diretto all’incolumità e alla sicurezza di lavoratrici e lavoratori, oltre che delle volontarie e dei volontari imbarcati. Non è solo un crimine contro persone inermi, ma appare ancor più grave il fatto che il governo italiano abbia abbandonato i propri cittadini in acque internazionali, violando principi costituzionali”.