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Novembre 30, 2022, mercoledì

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Scenario drammatico in via Nazionale: il 30% delle attività chiude per sempre

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In via Nazionale, a Roma, quasi il 30% delle attività non ha rialzato le serrande per la riapertura. Ad un anno dal primo lockdown infatti, il numero delle attività chiuse per sempre è cresciuto vertiginosamente.

Il progressivo ritorno alla normalità non sembra una buona notizia per tutti, soprattutto per quegli imprenditori che non riusciranno a far ripartire la propria impresa. Dopo lunghi mesi di chiusura infatti, non sono poche le attività costrette a rinunciare alla riapertura. A Roma infatti, semplicemente passeggiando da Piazza della Repubblica a Piazza Venezia, si può notare, in via Nazionale, che 39 attività su 131 hanno chiuso definitivamente le porte.

Uno scenario drammatico nelle vie più gettonate del centro storico

La pandemia ha messo in ginocchio moltissime imprese. Il dato del 30%, riferito alle attività chiuse ad oggi, in via Nazionale, è preoccupante. I commercianti hanno lamentato l’insostenibilità dei costi e il calo del lavoro, a causa soprattutto delle restrizioni e del blocco del turismo. Camminando per le vie principali dello shopping nel centro storico di Roma, si può scorgere uno scenario drammatico, fatto di vetrine oscurate, serrande chiuse, cartelli di trasferimento, di vendesi e affittasi.

Costi insostenibili e calo delle vendite per i commercianti di via Nazionale

A risentire principalmente della pandemia sono state le boutique private, i negozi di abbigliamento, i ristoranti e anche i franchising per bambini. Una commerciante della zona, intervistata da Romatoday, ha spiegato: “La chiusura del teatro Eliseo ad esempio, ci ha procurato un netto calo dello clientela, prima rendeva via Nazionale più trafficata. Hanno chiuso piccoli e grandi centri, sono stati tantissimi a chiudere. La parte alta è stata proprio massacrata soprattutto perché gli affitti sono sicuramente più alti. Questi commercianti hanno avuto maggiori difficoltà“.

Ha commentato poi il proprietario di un negozio: “Penso che chi ha deciso di chiudere lo ha fatto anche rispetto alle spese legate al personale, non potendo licenziare e dovendo affrontare i costi di gestione che comunque un’attività comporta”.

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