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Dicembre 4, 2022, domenica

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Sentenza Marco Vannini, è omicidio volontario: tutte le condanne

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Un lungo percorso di giustizia arrivato finalmente alla sua conclusione. Oggi, la “Sentenza Marco Vannini” ha emesso le condanne che ti si attendevano da molto tempo: quattordici anni per Antonio Ciontoli per omicidio volontario con dolo eventuale, nove anni e quattro mesi per i due figli Federico e Martina e la moglie Maria Pezzillo per concorso anomalo in omicidio volontario per la morte di Marco Vannini, il giovane di venti anni ucciso da un colpo d’arma da fuoco esploso nella notte tra il 17 ed il 18 maggio 2015. Il ragazzo, al momento dell’omicidio, si trovava a casa della sua fidanzata a Ladispoli, località del litorale romano. Questa, quindi, la decisione al processo d’appello bis.

Sentenza Marco Vannini, la madre: “La giustizia esiste”

Marina Conte, madre del ragazzo ucciso, si è detta soddisfatta della sentenza pronunciata al processo d’appello bis: “La giustizia esiste. Finalmente dopo più di cinque anni siamo riusciti a dimostrare l’omicidio. Marco è morto in quella casa e la famiglia non l’ha soccorso, altrimenti non saremmo qui. La mia non è sete di vendetta ma di giustizia”. Fa eco alla madre anche Alessio Pascucci, sindaco di Cerveteri che in una nota parla di dolore di cinque anni: “Cinque anni di inferno per una mamma e un papà a cui è stato tolto un figlio. Cinque anni di dolore che la sentenza di oggi certo non rimargineranno. Da sindaco posso però dire che le Istituzioni questa volta hanno fatto giustizia anche se questo non restituirà Marco alla sua famiglia e ai suoi amici“.

Antonio Ciontoli, assassino del ragazzo, ha parlato in aula durante la “Sentenza Marco Vannini” chiedendo perdono a tutti: “Chiedo perdono. Qualsiasi sia la condanna giudiziaria che riceverò io sono proiettato già oltre, conscio che quando si spegneranno i riflettori giuridici e non, rimarrà solo il dolore. Il dolore lacerante a cui ho condannato tutte le persone che amavano Marco. Resterà solo il rimorso e la consapevolezza di quanto bello Marco è stato, e di quanto ancora avrebbe potuto essere, ma per quel mio imperdonabile errore non lo sarà“. Alcune decine di persone, assiepate fuori dal Tribunale di via Clodio, hanno atteso il responso della sentenza gridando “Giustizia, Giustizia, Giustizia” al sit in.

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