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Dicembre 5, 2022, lunedì

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Si fa offrire un pranzo per non eseguire i controlli: condannato un vigile

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Sospeso dal servizio per aver consumato un pranzo a ‘scrocco’ in un ristorante nel quartiere San Lorenzo di Roma e per non aver sanzionato il ristoratore, che sprovvisto di autorizzazioni, aveva apparecchiato i tavolini fuori. Un vigile del II gruppo di Roma, è il protagonista della vicenda, condannato per abuso di ufficio – dopo tre anni dal pranzo ‘offerto’ – a un anno di carcere (pena sospesa) dalla II sezione penale del tribunale, presieduta da Annamaria Pazienza, a quanto riporta il Messaggero.

Secondo la Corte, il vigile aveva il compito di intervenire e sanzionare il locale per le tavolate abusive, notate mentre mangiava nel ristorante. Uno scambio – un pranzo per non vedere – non digerito però da un ristorante dirimpettaio.

Il pranzo del vigile condannato: la storia

A pesare sul processo è stata la ricostruzione di un testimone chiave. Il 10 giugno 2018 il vigile, insieme a G. L., un collega indagato in un procedimento parallelo, entrano nel ristorante ‘Pesce fritto e baccalà’, ignari che all’interno del locale ci sono anche due poliziotti intenti a indagare su un giro di mazzette denunciato da un altro ristoratore.

Tuttavia, è proprio il proprietario di ‘Pesce fritto e baccalà’ ad avvertirlo di fare attenzione. Finito il pasto, il vigile esce – senza fare controlli – per andare a seguire una manifestazione organizzata dal Campidoglio. Tutto ciò “In spregio delle norme di legge, che gli imponevano l’esercizio del potere sanzionatorio”, secondo l’accusa iniziale.

Secondo le successive ricostruzioni della Corte vi erano un profitto personale “nell’usufruire gratuitamente del pasto” e quello di “favorire il ristoratore, nel concedergli la fruizione illecita dell’area esterna al locale”. Una situazione di cui godeva, però, solamente il ristorante ‘Pesce fritto e baccalà’, dato che con la trattoria di fronte (‘Franco al vicoletto’) i vigili erano stati più severi. “Scusate – racconta il titolare di ‘Franco al vicoletto’ durante il processo – ma a me fate levare pure i secchi e questi hanno i tavoli abusivi. E ho aggiunto: Si è sempre abusivo, ma pure oggi…La strada è stretta e chiusa al traffico

In una occasione in cui lamentavo la disparità di trattamento – prosegue il ristoratore – e mi sono sentito rispondere: Statte zitto…Guarda che qui funziona così da anni. Allora ho capito tutto“. Nei successivi giorni i due ristoranti vengono sanzionati per presunte irregolarità. “Arrivò il capitano (comandante diretto del Vigile)” ricorda in aula il proprietario di ‘Franco al vicoletto’, al quale chiese “se fosse una ritorsione al mio esposto. E lui mi rispose: ‘Così ti passa la voglia di fare le guerre’“.

Ritorsioni e condanne

Passa un mese dall’incontro tra i due, il capitano chiede 400 euro al ristoratore. Soldi che sono visti come una mazzetta dalla procura. La vittima, ormai evidentemente stufa, denuncia subito l’accaduto.

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