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Novembre 28, 2022, lunedì

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Teatri in crisi, l’allarme di Trastevere, Off Off e TeatroBasilica

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Teatri in crisi: la situazione di Trastevere, Off Off e Basilica. Un bilancio tra spese, riduzione del pubblico e sostegno dal Governo

Dopo l’entrata in vigore del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 ottobre scorso, con cui si chiede la chiusura dei teatri fino al prossimo 24 novembre, Metropolitan Magazine ha intervistato i responsabili di alcuni teatri di Roma. Hanno quindi accettato di diffondere i dati su spese e sostegno ottenuti in concomitanza all’emergenza sanitaria.

Il servizio, al solo scopo informativo,  vuole fornire ai lettori  elementi utili ad avere un quadro complessivo della situazione attuale del settore teatro.

I dati forniti riguardano essenzialmente tre voci: le spese sostenute, i sostegni ottenuti e i giorni di lavoro complessivi da marzo ad oggi. Infine, ciascuno dei responsabili intervistati ha espresso nei confronti del Governo, le richieste per i prossimi mesi.

Teatri in crisi. Trastevere: 6 persone fisse, 40 posti per gli spettatori, 102 giorni di lavoro da marzo

Per il Teatro Trastevere, il direttore artistico, Marco Zordan, spiega che “il nostro è un teatro di 100 posti (dei quali solo 40 disponibili per le esigenze del distanziamento) ma sono impiegate 6 persone fisse nella sua gestione, più altre maestranze artistiche a seconda della produzione in scena. Abbiamo chiuso il 10 marzo per riaprire il 20 giugno, con 102 giorni di lavoro. Fino ad oggi eravamo riusciti a mettere insieme 35 alzate di sipario e con successo”.

Teatri in crisi - Trastevere, Off e TeatroBasilica - Lo spettacolo Shakespeare in plexiglass, spettacolo sospeso per la chiusura dei teatri (C) Metropolitan Magazine
Teatri in crisi – Trastevere, Off Off e TeatroBasilica – Lo spettacolo Shakespeare in plexiglass, sospeso per la chiusura dei teatri (C) Metropolitan Magazine

Al Trastevere fondi di 10mila euro, bene fino adesso ma le spese non sono finite…

Riguardo il supporto economico Zordan specifica che “nel periodo del Lockdown abbiamo ricevuto il contributo extra-Fus (Fondo Unico Spettacolo n.b.) di quasi 10mila euro“. Il Trastevere, date le sue piccole dimensioni, è riuscito a gestire abbastanza bene le spese relative all’acquisto di dispositivi di protezione e igiene richiesti dalle norme di prevenzione al Covid 19, che da inizio pandemia, si aggira sui 500 euro. “Il nostro è un teatro di 99 posti – precisa ancora Zordan – che ora, con le regole di prevenzione al Covid, ne può contenere 40”.

“Sostegno previsto dal Dpcm per noi fondamentale se congruo alle perdite”

Più complesso il discorso sulle spese complessive richieste per soddisfare i parametri di sicurezza che vanno dall’acquisto dei termoscan alla somministrazione dei tamponi per il personale, all’aumento del personale di sorveglianza durante le serate di spettacolo. “Ancora non abbiamo le cifre esatte. Se saranno congrue alle perdite, le misure ristoro previste dal Dpcm saranno certamente un sostegno fondamentale”.

“Rivedere il quadro legislativo sul nostro settore”

Ma questo non basta, aggiunge subito dopo: “Al Governo chiediamo un sostegno costante fino a fine pandemia, anche in termini di comunicazione positiva della sicurezza dei nostri luoghi. Chiediamo anche che questa circostanza sia l’occasione per ridisegnare il quadro legislativo che in questo periodo ha mostrato tutte le falle e non corrisponde alle reali esigenze dei gestori”.

Per i teatri in crisi, Off Off segnala una maggiore criticità rispetto al Trastevere

A proposito del decreto ristori, che prevede crediti d’imposta per gli affitti commerciali e l’esenzione della seconda rata dell’Imu in scadenza il 16 dicembre per alcuni mesi e indennità specifiche per i lavoratori dello spettacolo pari a mille euro, di tutt’altro avviso sono gli addetti ai lavori del Teatro Off Off, diretto da Silvano Spada.

“Chiediamo il rimborso dell’80% delle spese”

“Qui sono 14 le persone impegnate nel progetto Off Off – ci spiegano le due giornaliste Carla Fabi e Roberta Savona – tra assistenti, addetti stampa, organizzatori, tecnici delle luci, costumisti, cassieri, maschere“. Le misure previste dall’ultimo Dpcm non sono sufficienti, precisano, per questo “si chiede di poter recuperare l’80% delle spese”.

Lo stop lavorativo qui è stato di 87 giorni da marzo a maggio e 300 giorni di lavoro tra estate e inizio autunno. Il sostegno ottenuto finora riguarda il 40% dell’affitto nei mesi di marzo, aprile, maggio. A cui si aggiungono il contributo Extra Fus Mibac (in calce all’articolo si spiega cos’è e quali i requisiti per ottenerlo), la cassa integrazione e il sostegno Inps ai lavoratori con Partita Iva.

Trastevere, Off Off e TeatroBasilica - Silvano Spada, direttore dell'Off Off Theatre - photo credits: sito web  Kirolandia
Trastevere, Off Off e TeatroBasilica- Silvano Spada, direttore dell’Off Off Theatre – photo credit: sito web Kirolandia

Meno pubblico, più regole sanitarie

3.630 euro le spese mensili per l’acquisto di dispositivi di protezione e di igiene. 4.250 euro, finora, le spese per l’acquisto dispositivi e il mantenimento degli standard di sicurezza nel locale. Vale a dire somministrazione di tamponi al personale, aumento del personale di sorveglianza e acquisto di termoscan. Il teatro, che poteva ospitare 135 spettatori, ora ne potrebbe contenere solo 65.

Trastevere, Off Off e TeatroBasilica - photo credits: sito web sero.eu
Trastevere, Off Off e TeatroBasilica – photo credits: sito web sero.eu

TeatroBasilica: “Fondo extra-Fus solo alla compagnia come centro di produzione e niente per l’esercizio teatrale…”

Per il collettivo artistico TeatroBasilica sentiamo invece il direttore Alessandro Di Murro. “Il TeatroBasilica – spiega – offre lavoro a più di dieci persone tra artisti, organizzatori e tecnici. Sebbene la sala non superi i cento posti a sedere la nostra incessante attività di produzione, pedagogia e ospitalità necessita di un costante lavoro di squadra”. Al TeatroBasilica, infatti, convergono le attività dei volontari dell’associazione culturale Gruppo della Creta, compresa parte della direzione artistica. Ciononostante, precisa Di Muro “cerchiamo di garantire dignità e compensi per il lavoro di tutti”.

…in sei mesi di chiusura

Poter contare sul volontariato, inoltre, ha garantito il regolare svolgimento degli spettacoli durante il periodo di apertura con ingressi contingentati. Racconta infatti il direttore che “per garantire la sicurezza del pubblico, abbiamo dovuto mettere in piedi una squadra che si destreggiava tra sanificazione, misurazione della temperatura e accoglienza del pubblico”. A fronte dei sei mesi di chiusura da marzo a settembre, il sostegno economico ottenuto dal governo ha riguardato esclusivamente il fondo extra-Fus destinato al Gruppo della Creta come compagnia di produzione, ma nulla per quel che riguarda l’esercizio teatrale.

Alessandro Di Murro: “Realtà piccole sempre più penalizzate. Ma non vi ricordate le cantine di Roma anni Settanta?”

“Questa – lamenta – è la grande pecca che abbiamo riscontrato in questi mesi di lockdown da parte di istituzioni e ministero. Noi piccoli/medi teatri non esistiamo. Siamo realtà non calcolabili, invisibili in un sistema che misura solo ciò che è tangibile. E’ chiaro però che nell’arte non si possono fare questo tipo di discriminanti. Il numeri di posti, in assoluto, non può essere un metro di giudizio.

Senza considerare che proprio a Roma le cantine degli anni Settanta sono state il motore che ha ridestato il mondo teatrale italiano ed europeo e spesso non arrivavano a cento posti. Insomma, vorremo semplicemente vedere riconosciuto il nostro ruolo fondamentale nel mondo del teatro e non esserne esclusi”.

Cos’è l’Extra Fus (Fondo Unico per lo Spettacolo) e quali erano i requisiti per ottenerlo

Si tratta di fondi istituiti con il decreto Cura Italia, varato dal Governo lo scorso 17 marzo, che destinano 130 milioni di euro alle emergenze dello spettacolo e del cinema. Ripartite in parti uguali le risorse vengono devolute ai soggetti che ne hanno fatto domanda rispettando i 4 requisiti richiesti per averne diritto: 1.prevedere nello statuto o nell’atto costitutivo lo svolgimento di attività di spettacolo dal vivo.

2. Avere sede legale in Italia; 3. non aver ricevuto nel 2019 contributi dal Fus; 4. aver svolto tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 un minimo di 15 rappresentazioni e aver versato contributi previdenziali per almeno 45 giornate lavorative. Oppure,  in alternativa aver  ospitato, nel periodo tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020, un minimo di 10 rappresentazioni essendo  in regola con il versamento dei contributi previdenziali.

a cura di Anna Cavallo

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