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Novembre 27, 2022, domenica

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Termovalorizzatore Roma: la CGIL si scaglia contro il progetto

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Il termovalorizzatore voluto dal primo cittadino di Roma, Roberto Gualtieri, adesso trova resistenze anche tra i sindacati. La CGIL si scaglia contro il progetto: «È un ritorno al passato, la Danimarca sta pensando di chiuderlo».

Termovalorizzatore Roma: la CGIL non sostiene il progetto di Gualtieri

termovalorizzatore Roma CGIL - photo credits roma.corriere.it
(Photo Credits: roma.corriere.it)

L’incendio del Tmb di Malagrotta ha causato non pochi problemi al sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti nella città di Roma, con circa 15 mila tonnellate di spazzatura ferme. Per contrastare un fenomeno, ed un’emergenza, che sta martoriando la città da tempo, l’amministrazione capitolina sta varando un piano rifiuti che il sindaco Gualtieri, con la collaborazione dell’esperta di gestione ambientale Simonetta Tunesi, ha intenzione di presentare entro la fine di luglio. Tra le soluzioni, un termovalorizzatore per l’indifferenziato, due biodigestori per l’umido, due impianti di trasformazione degli scarti in energia e svariati centri comunali di smistamento per carta, vetro e plastica. Tuttavia, il progetto stavolta sembra incontrare le resistenze dei sindacati, prima fra tutti la CGIL. Il segretario Michele Azzola ha dichiarato: «L’inceneritore è un ritorno al passato. Siamo contrari. Si parla tanto della pista da sci sul termovalorizzatore di Copenaghen ma non si dice che la Danimarca sta iniziando a pensare di chiudere l’inceneritore, perché il livello e l’investimento di quell’impianto hanno comportato la necessità di importare rifiuti. Il sindaco si confronti su questo».

Stando ai dati, per 10 mila tonnellate di rifiuti indifferenziati non inceneriti vengono a crearsi 386 posti di lavoro nella filiera dell’economia circolare, con circa 140 contratti ogni mille tonnellate di scarti dei settori tessili. La CGIL, con Legambiente, annuncia dunque gli Stati Generali sui rifiuti di Roma per l’autunno: l’intenzione è di trasformare Ama in una multiutility che possa unire le società pubbliche del settore del Lazio, puntando soprattutto sulla fusione tra i rami di questa ed Acea. È questa la proposta di Giovanni Caudo, capogruppo della lista di maggioranza Roma Futura; tuttavia, sembra che questa posizione non coincida con quella dell’amministrazione. Dalla CGIL arriva un sì, ma con alcune riserve: «Noi guardiamo a una dimensione regionale, il tema Acea non sarebbe un problema laddove il controllo fosse garantito dal pubblico».

Maria Claudia Merenda

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