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Dicembre 7, 2022, mercoledì

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Tor Marancia, 90 gli alloggi da destinare alle famiglie dopo lo sgombero

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Si tratta del quartiere di Tor Marancia: questa mattina si è tenuto un incontro tra Movimento per il diritto all’abitare, il municipio VIII, la Regione e l’Ater in merito alle alternative di alloggio per le famiglie che vivono negli ex uffici del quartiere. Nessuna famiglia residente nell’occupazione di viale del Caravaggio resterà senza casa dopo lo sgombero e per le 105 famiglie censite sono state messe a disposizione 77 case popolari da parte di Regione e Ater e 13 da parte del Comune di Roma. 90 alloggi in totale, in quanto è stato deciso che i single dovranno vivere in cohousing. Per le 105 famiglie censite di Viale del Caravaggio, in zona Tor Marancia, sono state trovate delle alternative alloggiative, evitando così l’intervento delle forze dell’ordine.

Tor Marancia: il piano per le famiglie

Luca Fagiano racconta il riscontro positivo del piano e l’entusiasmo dei residenti e degli attivisti del Movimento ma precisa: “non possiamo ancora brindare. Un po’ perché la soluzione trovata per i single è una ferita, un po’ perché le famiglie non si sono ancora trasferite dentro questi alloggi. Noi speriamo che nei prossimi passaggi burocratici non si nascondano trappole che possano mettere in crisi questo meccanismo”.
Se quanto deciso oggi verrà confermato dai fatti nei prossimi giorni, si potrà davvero evitare l’intervento delle forze dell’ordine per cacciare le famiglie. Tra loro anche Anna Sabatini, che durante la conferenza stampa ha sottolineato: “Nonostante le avversità di questo lungo iter le famiglie di Caravaggio hanno resistito, e senza la loro unione e la determinazione del percorso di lotta avviato non avremmo raggiunto questa soluzione”.

“La questione abitativa deve essere una questione primaria”

“Mai più Cardinal Capranica”, è stato ribadito riferendosi allo sgombero dell’ex scuola di Primavalle. Un episodio da non ripetere, dove le persone, nell’estate del 2019, vennero cacciate dalla forza pubblica. In quell’occasione non si trovarono neppure soluzioni alternative che non fossero posti letto in un centro di accoglienza. 

Caravaggio deve rappresentare un punto di svolta. Mancano programmi abitativi e politiche di respiro che non lavorino solo sull’emergenza”, le parole di Fagiano.
“O la questione abitativa viene assunta come una questione primaria o prima o poi la stessa situazione si riproporrà. Con la prossima occupazione, con gli sfratti, con i pignoramenti”, sottolinea Paolo Di Vetta.

Gli appuntamenti sul tema dell’abitare

Nei prossimi giorni si terranno altri appuntamenti sul tema dell’abitare. Ci sarà un’assemblea pubblica sabato 19 giugno, in via Bibulo 13 alle ore 10 e una manifestazione nazionale per il 26 giugno sotto il ministero delle Infrastrutture. “Torneremo lì qualche giorno prima della scadenza del blocco degli sfratti che rischia di mandare per strada almeno 500mila famiglie in Italia, per chiedere una soluzione per tutti e un piano decennale di edilizia pubblica.

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Valentina Cuffaro

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