Truffa all’ambasciata della Palestina, il contabile ha girato sui suoi conti 50 mila euro

Per mesi, grazie al suo lavoro di contabile, ha trafugato denaro dai conti dell’ambasciata della Palestina, con sede in viale Baccelli a Roma, perseguendo un preciso obiettivo: arricchirsi. La somma sparita ammonta in totale a 50mila e 207 euro, finiti secondo la procura sui conti del contabile stesso e di sua moglie (6mila euro girati alla moglie 30mila a lui) oltre che su quelli di alcune società di mutuo soccorso. Almeno questa è l’accusa per cui ora l’(ex) dirigente, nato in Giordania, è sotto processo. Il pm Antonella Nespola l’ha citato citazione in giudizio, contestandogli l’appropriazione indebita.

La cifra sarebbe transitata dai conti dell’Ambasciata a quelli del contabile e di sua moglie tra il 2021 e il 2022. Nove i bonifici finiti nel mirino della procura. Tre quelli intorno ai 10mila euro che il contabile avrebbe fatto sul suo conto, prelevando denaro dai fondi dell’Ambasciata. Mentre alla moglie – all’oscuro dell’attività del marito – avrebbe girato circa 6mila euro, la prima volta il 16 luglio del 2021 e la seconda due mesi, dopo il 16 settembre

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