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Agosto 16, 2022, martedì

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«Ultraqueer – Espressioni artistiche metagender»: la mostra a Roma

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Dal 10 giugno al 3 luglio, a palazzo Merulana, a Roma, TMW Factory mette in scena «Ultraqueer – Espressioni artistiche metagender»: una mostra che accompagna i visitatori in un viaggio attraverso la dimensione queer in ogni sua forma artistica e d’espressione.

«Ultraqueer – Espressioni artistiche metagender»: la mostra a palazzo Merulana

ultraqueer mostra - photo credits la Repubblica
(Photo Credits: la Repubblica)

«Ultraqueer – Espressioni artistiche metagender vuole essere un luogo di discussione, divulgazione e di confronto collettivo, ma soprattutto uno spazio per le realtà identitarie, di genere e orientamento sessuale che non trovano rappresentazione altrove» sono le parole con cui il team curatoriale di TMW Factory descrive il progetto, inserito nel circuito di eventi promossi dalla città di Roma in occasione del Pride Month: «Pensiamo che oggi ci sia estremamente bisogno di una maggiore consapevolezza ambientale ed emotiva, per una vera rivoluzione generazionale identitaria che apra tutte le porte al nuovo, al differente, che sproni tuttə ad abbracciare le proprie diversità intrinseche». Il progetto si pone come obiettivo principale la critica dei limiti e delle imposizioni del sistema ciseteropatriacale, realizzando così un’esposizione fatta di inclusività e multidisciplinarità che, per la prima volta, viene accolta da un museo.

Per quanto riguarda la scelta del nome, il team curatore del progetto ha spiegato: «Abbiamo scelto un nome composto da due parole, punti di partenza di una nuova riflessione: “Ultra” e “Queer”. Il termine “Ultra” riprende la tarda filosofia di Nietzsche e del suo Oltre-Uomo, tradotto e interpretato da Gianni Vattimo come colui che ha superato l’uomo ed è andato oltre la sua condizione. “Ultra” è la persona che procede al di là delle convenzioni e dei pregiudizi, danzando liberamente e con leggiadria. “Queer” è un termine di più difficile concezione perché spesso riferito a ciò che non è, restio per natura a una definizione stabile e ben precisa. L’accademico José Esteban Muñoz lo utilizza in modo fluido come verbo, nome e aggettivo. “Queer” è l’intera indagine presente in questo libro, che parte dal disegnare sfumature di una galassia sfaccettata, non seguendo una linea retta e imponendosi nel suo significato politico e di riappropriazione di questo termine da parte della comunità».

Ultraqueer: artistə, arte e contestazione

Il percorso della mostra si articola in opere di personalità della comunità LGBTQIA+ come Gender Project, Sara Lorusso, Élle de Bernardini, Nicola Napoli, Davide Viggiano, Alessio Maximilian Schroder, Ornella Mercier, Edmund Liang, Bianca Buoncristiani, Asafe Ghalib, Sex Positive Tarots, Ludovica Casale, Leo Rydell Jost, TXT Project ed altri. Tra fotografie, opere di arte contemporanea, illustrazioni e performances dal vivo, lə artistə vogliono affrontare tematiche come l’identità di genere, la sessualità e la rappresentazione di corpi che non rispecchiano i canoni normativi imposti dal sistema binario eteropatriarcale. Grazie all’Archivio del Circolo Mario Mieli e al Centro di Documentazione Aldo Mieli verrà inoltre fatto un resoconto della storia e dell’eredità del movimento di liberazione omosessuale di Roma, a cui si aggiunge una libreria queer messa a disposizione dei visitatori.  

Maria Claudia Merenda

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