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Agosto 10, 2022, mercoledì

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Vaccini Regione Lazio, sito prenotazioni in tilt e nuovi tagli ai sieri

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Non arrivano notizie confortanti per le generazioni nate nel 1960 e nel 1961. Il sito internet della Regione Lazio, utile per prenotare la prima dose del vaccino contro il Coronavirus, è andato in tilt. All’orizzonte, intanto, si prospettano nuovi tagli sul numero dei sieri. Non un momento positivo, quindi, sul fronte vaccini della Regione Lazio.

Un boom di prenotazioni che ha mandato in tilt il sito delle prenotazioni: sono state 32mila le richieste inviate al portale utile per ricevere la prima dose di vaccino contro il Covid-19 delle classi 1960-61. In molti, nella giornata di ieri, dopo vari tentativi hanno gettato la spugna per l’impossibilità di prenotarsi: una vera e propria corsa contro il tempo per chi vuole cautelarsi contro questo virus insistente.

Vaccini Regione Lazio: esclusivamente AstraZeneca

La questione vaccini della Regione Lazio al centro delle chiacchiere. Chi, nelle primissime ore, è riuscito a collegarsi al sito si è potuto prenotare solo (e tassativamente) per il siero di AstraZeneca: erano inaccessibili, infatti, gli hub che vaccinano con Pfizer e Moderna. Alle 14.37 di ieri, nei centri vaccinali delle tre Asl di Roma non risultavano posti disponibili, come se tutti i vaccini prenotabili fossero stati già presi. Nel tardo pomeriggio, invece, il sistema è ripartito, ma a quote basse con pochi hub in elenco e appuntamenti in città. Ma non prima del 20 aprile.

Problemi nelle nuove consegne

Intanto, l’assessore alla Sanità Alessio D’Amato conteggia sulla prossima consegna dei sieri di AstraZeneca un taglio da 100mila dosi. Tante ed in modo inaspettato. Sempre il politico ha rilasciato una battuta anche sul siero brevettato da Johnson&Johnson appena bloccato: “È bene che sul vaccino J&J ci sia una decisione rapida, chiara, definitiva, senza tentennamenti ed incertezze. Bisogna evitare di fare ciò che è stato fatto con il vaccino AstraZeneca. Le autorità si pronuncino con una voce sola, anche perché negli Usa si trovano in una situazione totalmente diversa avendo già somministrato alla popolazione milioni di dosi“.

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