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Ottobre 7, 2022, venerdì

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Vaiolo delle scimmie, prime somministrazioni del vaccino a Roma

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Lo Spallanzani, istituto nazionale per le malattie infettive presente a Roma, farà da apripista in tutta Italia per l’inoculazione del siero contro il vaiolo delle scimmie, seguito da Milano già a partire dalla prossima settimana. Questa notizia ha contribuito ad allarmare diversi cittadini che, spaventati, si chiedono quanto questa malattia sia davvero grave e se partirà una campagna vaccinale su larga scala: ecco cosa pensano all’Istituto delle malattie infettive ed al Ministero della Salute.

Vaiolo delle scimmie: la malattia non è grave, dicono dallo Spallanzani

vaiolo scimmie cinque casi - photo credits fanpage.it

Paura per questo nuova minaccia sanitaria? No, per adesso non c’è nulla da temere. Il vaiolo delle scimmie si è preso la scena dopo il periodo buoi portato dal Coronavirus. Dallo Spallanzani al Minestro della Salute, però, gli esperti hanno voluto frenare la psicosi che serpeggia tra gli italiani. Chi vuole, però, potrà iniziare a vaccinarsi contro questa malattia.

Saranno una decina le somministrazioni odierne ma sono già 500 coloro che hanno espresso la volontà di vaccinarsi – dice l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato . Ricordo che le regole per la vaccinazione sono contenute nella circolare del Ministero della Salute”.

Per adesso è esclusa la vaccinazione di massa, come già accaduto in questi due ultimi anni per l’arrivo della pandemia portata dal Covid-19 sulle scene mondiali. Nella circolare emessa Ministero della Salute nei giorni scorsi, infatti, si precisa chiaramente che “le modalità di contagio e la velocità di diffusione, così come l’efficacia delle misure non farmacologiche” escludono questa ipotesi di somministrazione generalizzata.

A rafforzare l’idea del Ministero della Salute ci ha pensato anche Francesco Vaia, direttore generale dell’Istituto Lazzaro Spallanzani. Il medico ha bollato la malattia come non pericolosa in una delle sue ultime dichiarazioni: “Ribadiamo che questa non è una malattia grave, ma così (con il vaccino, ndr) la blocchiamo prima che si diffonda tra la popolazione“.

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