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Novembre 27, 2022, domenica

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Valentina Vuole, il 27 Febbraio la favola sulla libertà al Teatro Biblioteca Quarticciolo 

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VALENTINA VUOLE lo spettacolo di Progetto GG dedicato ai ragazzi dai 3 agli 8 anni; in scena la Teatro Biblioteca Quarticciolo domenica 27 febbraio alle ore 17.00.

Valentina Vuole, al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 27 Febbraio

In scena Valentina Vuole, uno spettacolo sulla libertà al Teatro Biblioteca Quarticciolo.

 In scena Consuelo Ghiretti e Francesca Grisenti con i meravigliosi pupazzi realizzati da Ilaria Comisso e le scene di Donatello Galloni raccontano la storia di Valentina, una bambina che ha tutto ma è sempre arrabbiata e urla, urla sempre, perché vuole sempre di più. Forse le manca qualcosa. Ma cosa non sa. E i grandi? Sembrano non capire. A volte la cosa più importante è anche la più difficile da vedere e da trovare. E per farlo Valentina dovrà cercare nel mondo, perché è lì che bisogna andare per diventare grandi. Valentina vuole è favola di desideri e sogni. Vizi, capricci e regole. E del coraggio che i piccoli e i loro grandi devono avere per poter crescere. Una storia di gabbie che non servono a niente, di frulli di vento e di libertà.

Lo spettacolo nasce da un progetto di ricerca teatrale che ha voluto indagare il tema delle regole e della libertà. Il progetto ha portato alla realizzazione di laboratori teatrali rivolti ai bambini dai 3 agli 8 anni, per esplorare il mondo delle regole e il delicato rapporto tra grandi e piccoli attorno al senso di libertà. Un percorso artistico che ha preso le mosse da quello che i bambini hanno da dire, dal loro punto di vista, ricercando nel loro immaginario le tante soluzioni possibili. Il progetto ha coinvolto anche le mamme e i papà, attraverso un percorso laboratoriale che ha permesso di indagare, all’interno del mondo genitoriale, i temi affrontati con i bambini. Tutti i materiali raccolti sono confluiti nello spettacolo: una favola di grandi e di piccoli. Di paura e di coraggio. Dell’importanza dell’ascoltare e del guardare davvero negli occhi. Una favola di quello che per i bambini significa la libertà.

Una favola di desideri e sogni sul tema dell’autonomia dei bambini

Lo spettacolo ha coinvolto artisti e artigiani che, attraverso le loro mani fidate ed esperte, hanno fatto prendere vita e forma alle parole e ai significati. Il lavoro drammaturgico si è sviluppato di pari passo con il lavoro di costruzione dei pupazzi e delle scene. Nella ricerca estetica, nelle scene, i costumi, i materiali, si è scelto di attingere dal Giappone dalla tradizione orientale per costruire forme e suoni. La scena riproduce l’interno di una casa, che forse è anche una gabbia e forse è anche “una voliera così grande che ci si può abitare dentro”.

Le gabbiette di legno, vengono da Hong Kong, all’interno del Yuen Po Street Bird Garden, un giardino pieno di piccole gabbie in cui gli uomini del posto passano il tempo a sistemare gli uccelli in gabbia, “uccelli di ogni forma e dimensione, di ogni tipo. Uno per ogni gabbia”. I pupazzi sono i preziosi protagonisti di questa storia, “capaci di guardarsi davvero negli occhi”, disegnati e costruiti a partire dai disegni dei bambini.  Le attrici sono narratrici, presenze adulte, esecutrici al servizio della storia. Sono La Mamma, personaggio contraltare di Valentina, figura di contrapposizione e di scontro, dalla quale bisognerà separarsi, per andare in giro per mondo e per iniziare il proprio viaggio. Un viaggio che farà crescere Valentina e anche la sua mamma, attraverso il coraggio di andare, rompere le gabbie e imparare la libertà.

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