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Dicembre 2, 2022, venerdì

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Via del Tritone: marciapiedi già spaccati dopo 48 ore

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I marciapiedi di Via del Tritone, inaugurati dal Sindaco Roberto Gualtieri martedì 15 marzo, sono già spaccati. Sono trascorse solamente 48 ore e la causa dell’accaduto è certamente da attribuire a macchine in sosta e camion per il carico merci che posteggiano sul marciapiede in mancanza di appositi stalli.

Marciapiedi in Via del Tritone spaccati dopo 48 ore

I lavori per riqualificare i marciapiedi sono iniziati a febbraio 2021 e terminati a febbraio 2022. Sono stati realizzati dalla Rinascente grazie a una convenzione urbanistica sottoscritta con Roma Capitale. Si voleva riconvertire la via da strada di transito per autobus e autoveicoli a strada pienamente fruibile per pedoni e turisti. La restrizione della carreggiata, però, essendo la via commerciale, impedisce la sosta per il carico e scarico. Ora, il Sindaco Gualtieri dovrà sistemare i danni.

Il Presidente della Commissione Trasparenza, Andrea De Priamo, tuona: «Se, anziché sprecare tempo ed energia per frettolose inaugurazioni di fine cantiere, il sindaco Gualtieri si focalizzasse su come vengono pianificati ed eseguiti i lavori, probabilmente non si dovrebbe ricorrere a ulteriori risorse economiche e ad interventi di operai per sistemare danni purtroppo prevedibili. Basterebbe valutare preventivamente l’impatto degli interventi di riqualificazione urbana e conoscere le realtà che operano nella Capitale per capire che, oltre alla pavimentazione, occorre creare stalli per la sosta dei veicoli commerciali”. Senza contare la necessità di valutare l’idoneità dei lavori eseguiti e dei materiali utilizzati e prevedere strumenti di contrasto alla sosta selvaggia per non essere gli artefici di un cantiere in perenne manutenzione».

Fratelli d’Italia presenterà a riguardo un’interrogazione “per chiedere chiarimenti sulla congruità del progetto dei lavori, sui costi, sulla valutazione dell’impatto, sul perché non siano state valutate soluzioni per organizzare il transito e la sosta dei veicoli e se le modalità di esecuzione e i risultati dei lavori non configurino un danno erariale per le casse di Roma”.

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