Virginia Raggi a processo per calunnia, cosa è successo con l’Ama 

Virginia Raggi va a processo per calunnia. È l’inizio di un nuovo capitolo dell’inchiesta sui conti Ama iniziata nel 2018 e che vede protagonisti l’ex sindacata di Roma e Lorenzo Bagnacani, ex amministratore delegato della municipalizzata. Assieme all’esponente del Movimento Cinque Stelle, sono stati rinviati a giudizio, per tentata concussione in concorso, l’allora direttore generale del Comune Franco Giampaoletti e delle Partecipate Giuseppe Labarile, l’ex responsabile del Bilancio Gianni Lemmetti e Luigi Botteghi, che a quel tempo era dirigente alla Ragioneria generale.

Il processo all’ex sindaca di Roma è solo l’ultima fase di un lungo braccio di ferro tra Campidoglio e Ama che va avanti dal 2018, partito dopo un esposto in procura da parte di Bagnacani.

L’ex Ad di Ama dichiarò di aver subito “pressioni indebite” da parte del Comune affinché il bilancio venisse approvato, nonostante un credito da 18 milioni di euro che la Capitale doveva alla municipalizzata.

L’inchiesta sui conti Ama e Le dichiarazioni dell’ex sindaca di Roma 

Virginia Raggi (Foto Pagine Facebook Ufficiale Virginia Raggi)
Virginia Raggi (Foto Pagine Facebook Ufficiale Virginia Raggi)

Secondo quanto ricostruito dal giornale online romano, all’epoca dei fatti Giampaoletti, Labarile, Lemmetti e Botteghi (oggi accusati di tentata concussione in concorso) avrebbero esercitato molta pressione nei confronti di Rosalba Matassa, ex capo dipartimento Ambiente di Roma Capitale ed ex dirigente dei servizi cimiteriali, per costringerla ad attestare l’esistenza del credito che il Campidoglio doveva ad Ama.

Non solo: per convincerla, i quattro l’avrebbero minacciata di una “possibile marginalizzazione professionale”.

L’ex sindaca di Roma entrò nell’inchiesta nel momento in cui venne chiamata a testimoniare come persona informata dei fatti.

“Mi forzavano – dichiarò – mi minacciavano dicendo che se non avessi approvato il bilancio come volevano loro riconoscendo i crediti, io sarei stata responsabile del fallimento dell’azienda”. Da qui la denuncia per calunnia di Bagnacani, sfociata poi nel rinvio a giudizio di Raggi.

Pulsante per tornare all'inizio