Circa 30.000 persone in piazza del Popolo per la manifestazione per l’Europa. La piazza, stracolma, è stata chiusa poco dopo l’inizio degli interventi sul palco trasmessi anche da maxi schermi. Tanti stanno seguendo dalla terrazza del Pincio attraverso un monitor installato per l’occasione. Nessun vessillo di partito, ma solo il blu stellato delle bandiere dell’Unione europea (insieme a quelle della pace e ucraine) a sventolare nel centro di Roma, in piazza del Popolo. La manifestazione si svolge in forma statica, a cominciare dalle 15. La manifestazione è promossa dai sindaci di 14 città che hanno raccolto l’appello del giornalista e scrittore Michele Serra dalle colonne di Repubblica
Diversi manifesti contro leader di governo e dell’opposizione al corteo contro il riarmo Ue. Le foto di Giorgia Meloni, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, con la scritta” guerrafondai” e sopra l’impronta di mani rosse, a simboleggiare il sangue. Poi un altro cartello, con una piccola bandiera palestinese, le foto di Schlein con la senatrice Liliana Segre, quella di Michele Serra e di Fabio Fazio, con la scritta: ‘art.11: l’Italia ripudia la guerra ma questa cosetta non ve la ricordate?’. In coda al corteo, con delle bandiere della pace, il lungo manifesto che recita “Il popolo russo non è mio nemico”.
“Siamo tantissimi ed è una spiazza stupenda. Ringrazio tutti i sindaci che hanno accolto l’appello di Michele Serra, Qui siamo ciascuno con le proprie idee ma tutti con le bandiere dell’Europa”. Lo ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, parlando in Piazza del popolo.
“Sentiamo con il cuore che in questo mondo grande e terribile senza Europa sono in gioco i nostri diritti personali”. Gualtieri esorta così a un “salto in avanti verso un’Europa più forte, unita e solidale che ci faccia sentire più sicuri e più liberi. Serve un’Europa capace di difendersi e di scoraggiare aggressioni. Sicurezza è anche rafforzare welfare e consolidare i diritti sociali e civili e salvare il clima e ridurre i divari”, rileva il sindaco della Capitale.
“I nazionalismi vecchi e nuovi sono quanto di più illusorio possa proporre e sfociano sempre in violenza odio e conflitto. L’Europa deve essere popolare non populista e le città possono essere protagoniste di questo processo. In questa sfida appassionante noi ci saremo”, conclude.