Farmaci per la gonorrea: secondo i dati raccolti in Europa, i batteri sono più resistenti agli antibiotici

Negli ultimi anni, il mondo della medicina ha compiuto passi da gigante, sospinto dall’avvento della tecnologia in ogni branca della nostra società. In questo peculiare frangente, prendersi cura di sé stessi e del proprio corpo è diventato più semplice che mai. Ciò nonostante, molte persone tendono a trascurare i segnali dell’organismo e le eventuali problematiche di cui potrebbero avvisare. Soprattutto per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili che, oggi, possono essere curate con diverse terapie, rivolgersi al proprio medico e scoprirne i sintomi per poter affrontarne al meglio il decorso si rivela assolutamente cruciale.

La gonorrea è una malattia sessualmente trasmissibile che, secondo i dati recenti raccolti in Europa, sta diventando sempre più difficile da trattare a causa della crescente resistenza dei batteri agli antibiotici. I sintomi della gonorrea, come il dolore durante la minzione e la necessità frequente di urinare, possono facilmente essere confusi con quelli della cistite, un’infiammazione della vescica altrettanto fastidiosa. Anche la cistite può essere associata alle malattie sessualmente trasmissibili poiché durante un rapporto – e la pagina di dimann.com dedicata alla cistite post coitale ne parla dettagliatamente – i batteri responsabili di questa infezione possono essere introdotti nel tratto urinario, scatenando così l’infezione. Pertanto, alla luce di questa sovrapposizione sintomatologica, diventa fondamentale una diagnosi accurata per trattare correttamente ciascuna condizione.

Di recente, dunque, le ricerche del Programma europeo di sorveglianza antimicrobica gonococcica hanno registrato l’andamento delle terapie antibiotiche per la gonorrea, mostrando nelle rilevazioni degli aumenti sostanziali di resistenza degli agenti patogeni agli antibiotici. Si tratta di un dato preoccupante che ha immediatamente destato l’attenzione dei professionisti del settore. Scopriamo, di seguito, il dettaglio sulla ricerca.

I batteri della gonorrea sono resistenti agli antibiotici: tutti i particolari sul report

Come già precedentemente accennato, i laboratori coinvolti all’interno del programma di ricerca hanno raccolto dei campioni di batteri responsabili della gonorrea allo scopo di eseguire dei controlli sulla sensibilità che questi ultimi riscontrerebbero nei confronti degli antibiotici. Non solo, durante le ricerche sarebbero stati rilevati alti livelli di resistenza alla penicillina. Al report, hanno preso parte 23 paesi, con un’analisi effettuata su 4396 campioni, provenienti da pazienti di sesso maschile per la maggior parte, ossia l’80.9%, in una fascia di età compresa tra meno di un anno e 75 anni. L’età media del campione sarebbe stata di 30 anni, con il 28.4% di essi che aveva meno di 25 anni.

Inoltre, sul totale di campioni prelevati, i soggetti di sesso maschile risultavano essere significativamente più anziani rispetto alle donne.
Stando alle ricerche effettuate, l’antibiotico verso cui i batteri della gonorrea avrebbero riscontrato una maggiore resistenza sarebbe la ciprofloxacina, in cui la percentuale di isolati resistenti sarebbe aumentata fino al 65.9%, salendo in maniera importante rispetto alle rilevazioni degli anni precedenti. Ancora, la resistenza alla cefixima è stata relativamente bassa, seppur ancora significativa, specie se si tiene conto dell’importanza del farmaco dal punto di vista clinico.

Ciò che ha ulteriormente preoccupato gli esperti e ha destato l’attenzione delle Istituzioni come minaccia per le linee guida europee sul trattamento ha riguardato la rapida diminuzione della sensibilità dei batteri all’azitromicina. Quanto emerso dai dati ha, insomma, lasciato intendere che – oggi più che mai – la ricerca risulti fondamentale per poter ampliare le frontiere della medicina nella risoluzione dei sintomi di malattie sessualmente trasmissibili come la gonorrea, in modo da poter garantire che – questa – continui ad essere una infezione curabile e non possa rappresentare una minaccia per i pazienti. Garantire delle cure efficaci, dunque, si rivela la priorità per gli scienziati e per gli enti di ricerca.

Pulsante per tornare all'inizio