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Ottobre 1, 2022, sabato

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Caicedo colpisce ancora: è lui l’eroe della Lazio nel recupero

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Le partite, si sa, vanno sempre giocate fino alla fine: concedersi un calo di concentrazione nel recupero, può costare carissimo. La Lazio, come lo stratega più accurato, ha immagazzinato questo concetto alla grande, mettendolo in pratica più volte. Così, “non mollare mai”, oltre ad essere un inno per la tifoseria, è diventato lo stile di vita replicato dai biancocelesti sul campo da gioco. Simbolo di questo modo di agire, è diventato Felipe Caicedo, sempre pronto e decisivo quando chiamato in causa e capace di non gettare mai la spugna.

Caicedo nel recupero è una sentenza

L’importanza di un giocatore la si vede anche nella sua capacità di essere decisivo quando è chiamato in causa. Caicedo negli anni, ha dimostrato di essere una risorsa preziosissima per la Lazio, pur giocando tutto sommato poco da titolare. È servito un anno di assestamento all’attaccante biancoceleste, prima di attestarsi sui ritmi italiani. Poi però, è arrivata anche l’esplosione, complice un Simone Inzaghi che fin da subito ha fortemente creduto in lui.

Partita dopo partita, si è ritagliato il suo spazio e lo ha rinominato con il suo nome. Adesso infatti, non suona più tanto come uno scherzo chiamare gli ultimi minuti di un incontro “Zona Caicedo”. Questo appellativo è nato, ovviamente, dalla sua capacità di segnare nel recupero. I dati Opta, hanno riportato che dallo scorso anno l’attaccante equadoregno è stato il più prolifico nel recupero, con 5 reti. In totale, da quando è a Roma, di gol nel recupero ne ha realizzati 6 e tutti quanti decisivi.

La Juventus ne ha pagato le conseguenze due volte

Tra le squadre a cui Caicedo ha segnato nel recupero, la Juventus è stata l’unica ad averne pagato le conseguenze per due volte. La prima nella bella prova biancoceleste dello scorso anno all’Olimpico di Roma, che vide l’attaccante laziale chiudere i conti al 95’, segnando il definitivo 3-1, dopo le reti di Luiz Felipe e Milinkovic. La seconda volta, proprio ieri con la rete al 94’ che ha sancito l’1-1.

Si tratta di un caso? No, è pura caparbietà

Se un fatto accade una volta, si tratta di un caso. Se accade per 6 volte, che poi sarebbero 11 tenendo conto di tutta la sua carriera, è pura bravura e caparbietà. Proprio quest’ultimo sostantivo potrebbe essere la chiave per rispondere al quesito. Caicedo è un attaccante caparbio, che ha dimostrato di voler graffiare o spizzare determinati palloni più dei difensori.

Nel 2017 contro la Sampdoria si era trovato nel posto giusto al momento giusto, dopo aver evitato il fuorigioco, lasciando passare il pallone per Immobile. I gol segnati contro il Sassuolo lo scorso anno e la Juventus ieri sono simili e hanno dato testimonianza della sua abilità nel saper aggirare il difensore con il corpo a protezione della palla. Contro il Torino invece, ha approfittato della poca reattività della difesa avversaria, riuscendo ad anticipare tutti e beffare Sirigu.

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