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Dicembre 9, 2022, venerdì

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Lazio, 19 morti sul lavoro nel primo trimestre 2021: i dati Inail

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In aumento le morti sul lavoro nella Regione Lazio. A confermarlo sono gli open data Inail che registrano un aumento rispetto allo stesso primo trimestre del 2020. Quest’anno le morti sul lavoro sono 185. I sindacati si mobilitano

Mobilitazione dei sindacati per l’aumento delle morti sul lavoro nella Regione Lazio: il 27 maggio il sit-in

Morti sul lavoro in aumento nella Regione Lazio. Questo è quanto emerso dall’ultimo report dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto entro il mese di marzo e provenienti da tutta Italia sono 185 (+19, rispetto al trimestre 2020).

A livello nazionale i dati rilevati al 31 marzo 2021 mettono in evidenzia un aumento significativo in alcuni settori e specifico di alcune regioni. Nel dettaglio, infatti, l’aumento ha riguardato tutte e tre le gestioni assicurative dell’Industria e servizi (da 146 a 158 denunce), dell’Agricoltura (da 11 a 16) e del Conto Stato (da 9 a 11).

Dall’analisi territoriale emerge un aumento di due casi mortali nel Nord-Ovest (da 45 a 47), di quattro nel Nord-Est (da 34 a 38) e di 11 casi sia al Centro (da 23 a 34) che al Sud (da 47 a 58). Nelle Isole, invece, si registra un calo di nove decessi (da 17 a 8). Le regioni che presentano l’aumento più consistente sono il Lazio (+12 casi), l’Abruzzo (+8), la Lombardia (+6) e la Campania (+5), quelle con il maggior decremento Sicilia (-7 casi), Piemonte e Puglia (-4 decessi per entrambe).“- si legge nella nota Inail.

Il bilancio della Regione Lazio la colloca al primo posto tra le regioni italiane con un maggiore tasso di mortalità sul lavoro. L’aumento rilevato nel confronto tra i primi trimestri del 2020 e del 2021 è legato sia alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 155 a 171, sia a quella femminile, che ha registrato tre casi in più (da 11 a 14). L’incremento riguarda solo le denunce dei lavoratori italiani (da 137 a 158), mentre sono in calo quelle dei lavoratori comunitari (da 10 a 9) ed extracomunitari (da 19 a 18).

Dall’analisi per classi di età emergono decrementi per gli under 40 (-17 decessi), mentre tra gli over 40 si segnalano gli aumenti nelle classi 50-59 anni (da 52 a 70 casi) e 60-69 anni (da 19 a 38).

I Sindacati

E’ necessario dunque intervenire subito con azioni efficaci che prevedano una diffusa sensibilizzazione, formazione, rispetto dei contratti nazionali e delle norme di sicurezza per arrestare questa tragedia che appare senza sosta. Molte le richieste considerate prioritarie. Tra queste, un’adeguata preparazione per tutti i lavoratori, inclusi i datori di lavoro e coloro che intendono aprire un’attività. Ma anche la necessità di inserire nei programmi scolastici, almeno delle scuole superiori, la materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Perché” spiegano i sindacati “è nelle scuole che si formano le future generazioni e devono essere messe in condizioni di poter comprendere il valore della vita umana anche sul lavoro, l’importanza di proteggersi sui luoghi di lavoro perché rispettare le norme per la sicurezza, non è questione burocratica ma significa rispettare la vita propria e altrui“. – scrivono in una nota i sindacati CGIL, UIL, CISL che si mobiliteranno in un sit-in il 27 maggio dinanzi alla Regione.

Serafina Di Lascio

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