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Agosto 14, 2022, domenica

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Miracoli Metropolitani, lo spettacolo al Teatro Vascello dall’11 gennaio

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Il debutto di MIRACOLI METROPOLITANI, uno spettacolo di CARROZZERIA ORFEO. In scena dall’11 al 23 gennaio 2022 dal martedì al venerdì ore 21:00; – sabato ore 19:00 – domenica ore 17:00 presso il Teatro Vascello di Roma.

Miracoli Metropolitani, il debutto al Teatro Vascello

Debutta al Teatro Vascello Miracoli Metropolitani, lo spettacolo andrà in scena dall’11 al 23 gennaio.

Mentre all’esterno le fogne, ormai sature di spazzatura e rifiuti tossici, stanno allagando la città, gettando la popolazione nel panico e costringendola ad una autoreclusione forzata in casa, in una vecchia carrozzeria riadattata a cucina, si muovono otto personaggi; Plinio, chef stellato un tempo e oggi caduto miseramente in rovina. Plinio coltiva sogni impossibili di riscatto culinario mentre la realtà gli impone di cucinare squallidi cibi precotti e liofilizzati importati dalla Cina; sua moglie Clara, ex lavapiatti e infaticabile arrampicatrice sociale. Con il tempo si è trasformata in una bizzarra imprenditrice di classe, in eterno conflitto con il marito sulla gestione dell’attività. E ancora, Igor, figlio di Clara e figliastro di Plinio; un ragazzo di 19 anni, con grossi problemi di disabilità emotiva, autorecluso da mesi nella propria stanza. Ossessionato da un videogame sulla guerra unica valvola di sfogo per le proprie frustrazioni.

Presto si unisce alla famiglia Patty, la madre settantenne di Plinio, ex brigatista e femminista convinta. A causa dell’emergenza il governo emana un decreto di sostegno per le fasce più deboli; tra i beneficiari sono inclusi gli immigrati.Intanto, violenti gruppi di destra iniziano a perseguitarli.

A completare il quadro tragicomico quanto amaro della storia, c’è Cesare, un aspirante suicida che casualmente entra a far parte della “squadra” e presto si affezionerà in modo tenero quanto morboso a Igor; Mosquito, un carcerato aspirante attore costretto ai lavori socialmente utili, grazie ad un accordo tra il direttore del carcere e Clara che, non senza egoismo, lo sfrutta per accedere ai fondi europei; Mohamed, professore universitario in Libano e rider sottopagato e sfruttato in Italia. Infine, Hope, una misteriosa, aggressiva e buffa lavapiatti etiope, che nasconde un grande segreto.

Miracoli Metropolitani, un racconto di solitudine sociale

Miracoli metropolitani è il racconto di una solitudine sociale personale dove ogni uomo, ma in fondo un’intera umanità, affronta quotidianamente quell’incolmabile vuoto che sta per travolgere la sua esistenza. Siamo di fronte al disfacimento di una civiltà, alla dissoluzione delle relazioni e dell’amore inteso in tutte le sue accezioni; all’azzeramento del ragionamento e del vero “incontro” a favore di dinamiche sempre più malate tra le quali un’insensata autoreclusione nel mondo parallelo del Web, pericoloso sostituto del mondo reale.

Il risultato è la più totale solitudine esistenziale, un’avversaria molto più temibile dell’Isis. L’alimentazione, il rapporto con il cibo come forma di compensazione al dolore, come alienazione di un Occidente decadente e sovralimentato, sempre più distratto e imprigionato dai suoi passatempi superflui, la questione ambientale, la solitudine e la responsabilità: sono questi i temi attorno ai quali di sviluppa il mondo di Miracoli metropolitani. Insomma, un mondo stupido… Uno spettacolo dove si ride tanto, ma dove non si sta ridendo affatto.

I personaggi e i temi

I personaggi di Miracoli metropolitani sono un’oasi di diversità apparente; partendo da un’esasperazione di sentimenti di fallimento, solitudine e fragilità, spesso trattati in modo bizzarro e al confine con il grottesco. Alla fine si riconnettono con noi svelando il loro nucleo più reale e umano. Restano madri frustrate, figli disadattati, amori infranti, solitudini disperate. Si tratta di un’umanità alla deriva, di un gruppo di perdenti, in cerca, ognuno, delle proprie verità nel tentativo di soddisfare i propri desideri più profondi.

Nella loro cucina sgangherata, i protagonisti devono vedersela con ricette assurde pe rcomporre alla meglio il menù europeo, quello asiatico o africano… spesso usando prodotti precotti e presurgelati dalla dubbia provenienza, esclusivamente per soddisfare le richieste di un mercato globale.

Il tema del cibo non vuole certo essere una critica a chi soffre realmente di intolleranze alimentari, ma la metafora di un consumismo assurdo, il racconto di come nella modernità ogni cosa venga esasperata, persino il cibo, nostro bisogno primario, che da urgenza alimentare è stato trasformato in una pericolosa moda da cavalcare. Per restituire al pubblico la concretezza delle tematiche trattate, in Miracoli metropolitani si cucina davvero, favorendo così anche una forte connessione emotiva fatta di rumori, odori e sapori immaginati.

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