A Roma apre il nuovo Museo della Forma Urbis e il Parco del Celio

Sono aperti dall’11 gennaio (con ingresso al Clivo di Scauro, la salita che conduce prima a san Gregorio e poi ai Santi Giovanni e Paolo) il recuperato Parco Archeologico del Celio e il nuovo Museo della Forma Urbis a Roma.

Museo della Forma Urbis di Roma: cosa espone

All’interno del museo è possibile trovare un vero e proprio pezzo di storia urbanistica e archeologica della Capitale. A riguardo ha commentato il sindaco Roberto Gualtieri, durante l’inaugurazione: «è uno straordinario strumento di auto-consapevolezza per la città, un documento unico sia per Roma che per il mondo».

Nella nuova esposizione si trovano i frammenti della gigantesca pianta marmorea della Roma antica. Questa è incisa tra il 203 e il 211 dopo Cristo, sotto l’imperatore Settimio Severo. Si tratta di 150 lastre di marmo che occupavano una superficie di 18 metri per 13 (circa 235 mq). Che volevano riprodurre 13.550.000 mq di città. Erano collocate sulla parete di un’aula nel Foro della Pace, secoli dopo inglobata nel complesso dei santi Cosma e Damiano al Foro Romano. 

Il Parco del Celio

Dopo la scoperta dei frammenti, nel 1562 molti pezzi andarono perduti. Altri, invece, furono utilizzati come pezzi di costruzione dei Giardini Farnesiani. Fortunatamente, altri si salvarono. I pezzi salvi sono in tutto un decimo della pianta. E dal 1742 fanno parte dei Musei Capitolini. Oggi i pezzi della Forma Urbis sono inseriti al loro posto, sotto un pavimento rialzato in vetro. Che accoglie la riproduzione della Pianta Grande di Giovanni Battista Nolli del 1748.

Intorno ecco il Parco Archeologico del Celio, aperto tutti i giorni al pubblico gratuitamente. Per il museo della Forma Urbis, invece, è previsto un biglietto. Parisi Presicce ha affermato ieri che «per troppo tempo il Celio è stato una sorta di buco nero agli occhi del pubblico, mentre invece è l’essenziale cerniera tra l’area dei Fori e la via Appia Antica».

Informazioni e orari

Nel Parco sono stati sistemati per nuclei tematici (capitelli, colonne, trabeazioni) molti materiali delle collezioni dell’ex Antiquarium Comunale, ritrovati negli scavi di fine ’800. Questa scelta di collocazione quasi per accumulo ricorda le fantasie piranesiane delle Carceri e dei Grotteschi.

Il complesso si trova sul viale del Parco del Celio 20; Clivo di Scauro 4. L’apertura del Parco, gratuito, è tutti i giorni dalle 7 alle 17.30 con l’ora solare. Il museo invece è aperto da martedì a domenica dalle 10 alle 16, con ultimo ingresso alle 15. Il costo del biglietto è di 9 euro per i non residenti, mentre per i residenti 6,50. Si può fare riferimento al numero di telefono 060608, e al sovraintendenzaroma.it.

Marianna Soru

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