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Aprile 17, 2021, sabato

Rione Celio, dal rogo neroniano sorsero la “Domus Area” e il Colosseo

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La rubrica “rioni di Roma” oggi fa tappa al rione XIX, Celio, uno dei sette colli del primo nucleo di Roma. Il nome più antico del Celio era “Mons Querquetulanus” (cioè “monte delle querce”). Soltanto più tardi prese il nome da Celio Vibenna, condottiero etrusco che viveva su questo colle nel VI secolo a.C. Nel periodo di Roma Antica sorsero su questo territorio edifici, come il Ninfeo di Nerone. I ninfei erano caratterizzati dalla presenza di vasche e fontane ed erano considerate “zone relax”.

Il rione Celio era percorso dall’antichissima dorsale costituita da “via Caelimontana” sulla quale si snodavano quattro acquedotti “Appia“, “Marcia“, “Iulia” e “Claudia“. I primi tre erano sotterranei. L’ultimo, l’acquedotto Neroniano, si estendeva su tre archi, ed era una derivazione dell’acqua Claudia fatta costruire da Nerone per rifornire la “Domus Aurea“. Qui sorse anche il Colosseo, uno dei simboli di Roma, al confine tra gli attuali Rioni Celio e Monti.

Stemma del Rione Celio  photo credit: wikipedia.org
Stemma del Rione Celio photo credit: wikipedia.org

Rione Celio tra ville e chiese

Risparmiato dalle varie fasi di urbanizzazione, il rione fino alla tarda età repubblicana, conservò carattere residenziale. Nella parte bassa sorsero abitazioni particolarmente lussuose, come quella di Mamurra, il “praefectus fabrum” di Giulio Cesare. In età imperiale invece fu la parte alta della collina che divenne residenziale con la villa di Domizia Lucilla Minore, dove nacque Marco Aurelio. Durante il Medioevo ed il Rinascimento il colle si spopolò a causa della perdita d’importanza dell’antica “via Celimontana” che fungeva da collegamento tra zone urbanizzate della città.

In quest’epoca sorsero numerose chiese e monasteri, come San Clemente, Santi Quattro Coronati e Santo Stefano Rotondo sul colle rimasero soltanto due grandi ville, Villa Celimontana, costruita nel ‘500 dalla famiglia Mattei, e Villa Casali, mentre il resto erano vigne. Con l’Unità d’Italia un’intensa urbanizzazione interessò il rione che vide come suo fulcro il nuovo Ospedale Militare, terminato nel 1891 ed ancora oggi in attività. Col secondo dopoguerra ci fu il riordino di alcune strade in basso, verso il Colosseo, e sorse un vasto complesso edilizio costituito da case popolari (IACP), che nel 1968 vide la distruzione di una parte antica del rione.

Rione Celio, chiesa di San Clemente  photo credit: blog.musement.com
Rione Celio, chiesa di San Clemente photo credit: blog.musement.com

I suoi tesori

In questa vasta area urbana nel 2003 il Comune di Roma ha realizzato un parco pubblico chiamato “Parco della Pace“. Il rione Celio custodisce bellezze e tesori storico-artistici di inestimabile valore, come la sopracitata Basilica dei Santi Quattro Coronati, adiacente all’odierno ospedale di San Giovanni. Da 450 anni, la Basilica dei Santi Quattro Coronati è la sede di un convento di clausura delle monache agostiniane che vivono lì la loro scelta di lavoro e preghiera.

Magnifica è la Basilica di san Clemente costruita su due livelli nel sottosuolo, uno con la basilica paleocristiana del IV secolo d.C. e l’altro con un isolato romano del I secolo d.C. Di straordinaria bellezza e importanza è il mosaico bizantino dell’abside del XII secolo e i magnifici ghirigori del pavimento cosmatesco. A rendere ancora più la basilica è laschola cantorum” posta al centro della stessa. Il Colosseo un mondo a parte.

di Loretta Meloni

Immagine di copertina (Rione Celio-Colosseo) photo credit: initalia.virgilio.it

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