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Maggio 16, 2021, domenica

Rione Ponte, perfetta armonia tra passato e presente

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La rubrica “Rioni di Roma” oggi ci porta a scoprire la storia, le bellezze e le curiosità del rione V, Ponte. Il nome del rione deriva per l’appunto dal ponte Aelius. Costruito nel 134 per volontà dell’imperatore Adriano, il cui nome per esteso era Publio Elio Adriano Traiano. Lo scopo del ponte era quello di agevolare l’accesso alla sua stessa monumentale tomba, il mausoleo di Castel Sant’Angelo, oggi appartenente all’omonimo rione.

Il nome medioevale del rione, era Regio Pontis et scortichiariorum, che stava ad indicare oltre la presenza del ponte anche le numerose botteghe dove venivano conciate le pelli animali, attività molto presente in città all’epoca. La storia del rione è strettamente legata a ponte Aelius che al tempo rappresentava l’unica via d’accesso a chi voleva recarsi in visita alla tomba di Pietro, situato in una zona allora considerata extraurbana.

Stemma del rione Ponte  photo credit: Wikipedia.org
Stemma del rione Ponte photo credit: Wikipedia.org

Rione Ponte e le sue statue

Per questo motivo nella zona limitrofa al ponte sorsero varie attività commerciali legate al pellegrinaggio e ben presto il rione si popolò densamente. La struttura originale del ponte era costituita da tre archi centrali e due rampe d’accesso alle estremità. Nel 1450 però papa Niccolò V ne cambiò l’aspetto. Quell’anno a causa della folla che si accalcava sul ponte, una parte di questo crollò, provocando la morte di 147 pellegrini. Per ricordare il tragico evento papa Niccolò V ordinò la costruzione di due piccole cappelle ai lati delle rampe d’accesso.

Durante il Sacco di Roma, le due cappelle furono usate come riparo dai Lanzichenecchi, nell’assedio a Castel Sant’Angelo. Terminato l’assedio, papa Clemente VII le fece distruggere, ponendo a loro posto le statue dei patroni della città, Pietro e Paolo. Nel 1668 però per volere di papa Clemente IX il ponte si arricchì di altre 10 statue, angeli recanti i simboli della passione di Cristo. Incaricato di realizzare le nuove statue fu Gian Lorenzo Bernini.

Immagine Via dei Coronari  photo credit: Karismatravel.eu ©Lorenzoclick
Immagine Via dei Coronari photo credit: Karismatravel.eu ©Lorenzoclick

Il rione oggi, tra passato e presente

Per tutto il 500 il rione restò famoso anche per l’intensa attività svolta dal boia nella zona. Una macabra usanza prevedeva inoltre che le teste dei giustiziati fossero esposte lungo i lati del ponte come monito per la popolazione. Terminato il periodo delle esecuzioni, il rione cominciò a popolarsi di personaggi noti, come: Benvenuto Cellini, nel 1519, Borromini nel 1615, Maderno e Agostino Chigi. Ponte fu nominato V rione di Roma, il 18 maggio 1743, sotto papa Benedetto XIV.

Il rione Ponte è attraversato da due strade rinascimentali, lunghe e dritte che permettevano ai pellegrini di raggiungere la basilica di San Pietro in modo agevole, senza perdersi nella fitta rete di vicoli che caratterizza la zona. Una di queste era via Recta (dritta) oggi conosciuta come via dei Coronari e via Giulia. Nei primi anni del ‘900 il piano regolatore della “nuova” Roma però riservò al rione varie trasformazioni di quello che era l’antico tessuto urbano. Ciononostante Ponte ha conservato il suo tipico aspetto con i rettilinei rinascimentali convergenti verso ponte Sant’Angelo, riuscendo comunque a mantenere un perfetto equilibrio tra passato e presente.

di Loretta Meloni

Immagine di copertina (rione Ponte) photo credit: wikipedia.org

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